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Addio a Franca Maieron, fu a capo della Protezione civile di Udine

Ex coordinatrice dei volontari cittadini, era malata da dicembre. Il ricordo: «Una vita dedicata agli altri»

UDINE. Una vita dedicata agli altri. Senza mai arretrare di un passo. Sempre pronta a dire “presente” quando si trattava di aiutare. Come quando tre giorni dopo il terremoto dell’Aquila, nel 2009, arrivò in Abruzzo e iniziò a montare le tende per gli sfollati. Franca Maieron non si fermava mai.

Né sul lavoro né da volontaria del gruppo della Protezione civile di Udine di cui era stata coordinatrice dal 2014 al 2018. Da dicembre combatteva contro la malattia che sabato l’ha portata via per sempre a 73 anni.

Era una donna determinata «che ha sempre avuto un ruolo e anche una presenza sociale attiva» ricordano i figli Valeria e Antonio. «E l’essere così forte – aggiungono – le derivava dalle sue origini carniche, lei originaria di Paluzza dove visse, prima di trasferirsi a Udine, fino a quando aveva 10 anni. È riuscita a trasmettere la sua forza e il suo altruismo anche a noi figli che, in modo diverso nel nostro lavoro, abbiamo scelto di metterci al servizio della comunità».

Lottava per risolvere le situazioni di difficoltà, per trovare una soluzione, vivendo la sua professione da dottore commercialista e curatrice fallimentare del tribunale di Udine come un servizio rivolto agli altri. Una predisposizione declinata non solo nella vita professionale ma anche nel volontariato. Indossare la divisa della Protezione civile – di cui era entrata a far parte nel 2008 – significava prodigarsi, esserci, spronare gli altri a dare il meglio, risolvere le criticità, donare il proprio tempo.

«A Franca – ricorda Erina Buligan anche lei volontaria della Pc udinese – mi legava una amicizia che durava da anni. Sono stata fortunata ad avere un’amica così che si è sempre prodigata in ogni emergenza e ha saputo tirare fuori il meglio da tutti. La cosa più bella era che sapeva essere una mediatrice, vedeva il lato buono di ogni persona, riusciva a risolvere i problemi in modo giusto. Una donna eccezionale».

Diverse le esperienze sul campo, dall’eccezionale nevicata che colpì Milano nel 2009 che la vide impegnata assieme ad altri 200 volontari del Fvg all’allestimento delle tendopoli in via Cividale nel 2015 per consentire una convivenza pacifica tra profughi e cittadini. «Da ufficiale della polizia locale referente per la Protezione civile – ricorda Mario Cisilino – quando Franca era coordinatrice del gruppo, abbiamo collaborato in molte occasioni e io mi sono sempre trovato benissimo.

Era ben voluta e stimata da tutti i volontari, era propositiva e positiva». Donna indipendente, consapevole di voler dare il proprio contributo nella società, perseguiva sempre quel concetto di polis, intesa come comunità i cui bastioni sono gli uomini liberi. Animata, ricordano i figli, da uno spirito di avventura che l’aveva portata nel tempo a vivere in molte città di Italia come Venezia, Padova e Monza «cercando sempre di dare il suo contributo». «Non si tirava mai indietro – proseguono Valeria e Antonio –, ha avuto l’operosità nelle mani. Non si fermava mai, nemmeno come nonna delle sue tre nipotine alle quali era affezionatissima».

Era stata in passato anche presidente del Soroptimist Club di Udine, associazione di donne di elevata qualificazione professionale che si impegnano a creare importanti progetti. In molti l’hanno ricordata come i consiglieri comunali Alessandro Venanzi («Franca è stata un punto di riferimento della Pc udinese per molto tempo. Ha sempre lavorato a testa bassa, senza mai chiedere nulla in cambio») e Cinzia Del Torre («Mancherai per i tuoi modi garbati, ma diretti, per il tuo piglio deciso, ma rispettoso del prossimo, per la tua positività sempre costruttiva»).



 

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