Addio allo storico maresciallo dei carabinieri di Tolmezzo

Bruno Grazio Maggio aveva 79 anni. Comandò la stazione di Tolmezzo dal 1983 al 1994. A novembre aveva superato il Covid

TOLMEZZO. È morto Bruno Grazio Maggio, comandante della stazione dei carabinieri di Tolmezzo dal 1983 al 1994. Luogotenente carica speciale, cavaliere della Repubblica italiana e insignito della Medaglia Mauriziana, per tutti a Tolmezzo era “il maresciallo”, saldo punto di riferimento per la gente comune, che in lui trovava attenzione e consigli saggi.

Aveva 79 anni e si è spento all’ospedale di Tolmezzo venerdì. A novembre aveva contratto il Covid ed era finito in Terapia intensiva, ma ce l’aveva fatta. «Con la sua tempra – ricorda l’amata moglie Ada – aveva superato anche questa, ne era uscito benissimo». Due settimane fa sono riaffiorati problemi respiratori di cui soffriva fin da giovane e una crisi, ricostruisce Ada, ne ha imposto il ricovero all’ospedale tolmezzino che ha rivelato un tumore aggressivo e rapido.


Bruno Maggio lascia anche i figli Stefano e Alessandro. Era originario di Squinzano in Puglia. In Sardegna fece la scuola allievi carabinieri. Nel 1965 arrivò, giovane carabiniere, a Pontebba, dove incontrò Ada. Fu amore a prima vista. Poi prestò servizio a San Vito al Tagliamento. Con l’alluvione del Polesine del 1966 si ammalò di una bronchite divenuta presto cronica. Si formò alla Scuola sottufficiali a Moncalieri e Firenze e nel 1969 nel Battaglione di Mestre operò, guidando la sua squadra, a Milano nel difficile periodo della strage di piazza Fontana. Comandò poi la stazione di Guardiella a Trieste. Nel febbraio 1976 approdò a Gemona, dove irruppe il sisma.

A Taviano, nel Leccese, prestò servizio per 7 anni. «Lì – ricorda Ada, che lo ha sempre seguito, perché lui era legatissimo alla famiglia – ci fu un conflitto a fuoco perché stava nascendo la Sacra corona unita e mio marito rischiò di morire. Per corromperlo gli portavano anche cassette di sigarette di contrabbando sulla porta di casa. Lui non accettò mai niente, non si permise mai un illecito. Diceva “Se mi devono sparare, lo facciano”. Per lui il rispetto delle regole era la priorità».

Dal 1983 al 1994 comandò la stazione dei carabinieri di Tolmezzo e per alcuni periodi, in assenza del capitano, anche la Compagnia. «Se ne va – dice l’assessore Francesco Martini – un cittadino più che onorario di Tolmezzo, Maggio rimane “il maresciallo” per la nostra comunità. Ha interpretato il ruolo di comandante della stazione nel miglior modo possibile. Sapeva essere vicino ai cittadini».

L’ex sindaco Sergio Cuzzi lo ricorda osservatore attento e piacevole da ascoltare. «Era molto acuto – assicura – riusciva a captare anche grazie al bel rapporto che instaurava con le persone dettagli che ad altri potevano sfuggire. Conosceva tutti a Tolmezzo».

L’ex sindaco Dario Zearo, dalla sua lunga esperienza amministrativa, ne rammenta la cordialità nei rapporti istituzionali e la capacità di parlare con le persone. Il comandante della compagnia dei carabinieri di Tolmezzo, capitano Diego Tanzi, sottolinea che Maggio ha dedicato la vita all’Arma: «I carabinieri di Tolmezzo – dice – sono vicini alla famiglia in questo momento di lutto».

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