Addio all’immobiliarista Gianluca Comello: amministrava anche un’impresa a Udine

TRICESIMO. Ha dedicato la sua vita al settore immobiliare, lavorando nelle due imprese che amministrava – a Udine e a Tricesimo – fino a pochi giorni fa.

Gianluca Comello è morto a 56 anni, venerdì 26 febbraio all’hospice di Udine, dove era ricoverato da una settimana, vinto da una malattia che si è rivelata tre mesi fa, seguita da un decorso velocissimo e devastante. La sua scomparsa ha lasciato incredule le numerose persone che lo conoscevano, tanto nell’hinterland udinese quando a Tricesimo, suo paese di origine, dove era tornato a vivere da tempo.


Il padre Claudio era scomparso una ventina di anni fa a 65 anni, imprenditore di successo, aveva fondato l’industria di cucine componibili Comello. La mamma Bruna, scomparsa nel 2008, apparteneva alla famiglia Cumini, a sua volta protagonista della straordinaria stagione della produzione di cucine componibili e di mobili per arredo che ha caratterizzato trent’anni di attività industriali insediate tra Tricesimo, Cassacco e Magnano in Riviera.

Gianluca Comello si era diplomato all’istituto per geometri e in quell’ambito aveva mosso i primi passi della sua carriera professionale, dopo aver prestato servizio alcuni anni nell’Arma dei carabinieri, un’esperienza di cui andava fiero. Per un periodo aveva vissuto tra Villa Primavera, Udine e Tavagnacco, ma sette anni fa aveva scelto di trasferirsi a Tricesimo.

Molte altre iniziative edilizie lo avevano visto protagonista a Udine e nei comuni dell’hinterland, Tricesimo compresa.

Dopo la morte del padre, infatti, Comello aveva assunto le redini delle due società che si occupano di sviluppo edilizio e investimenti immobiliari, un settore che negli ultimi anni aveva registrato una frenata con la crisi di mercato, senza però fiaccare il suo entusiasmo per ristrutturare, costruire e realizzare nuove iniziative.

Comello lascia la sorella Federica, titolare di un importante istituto di promozione e valorizzazione della danza artistica e i due adorati figli Alessandro e Francesca. «Gianluca era un uomo all’apparenza ruvido, ma dotato di grande generosità, di empatia e di una straordinaria capacità introspettiva» racconta la sorella che gli è stata accanto in questi mesi difficili.

E per nutrire il suo ricco mondo interiore, si era avvicinato allo yoga, che praticava con assiduità, e alimentava una profonda fede, intensificata negli ultimi anni dal rapporto di amicizia instaurato con don Luigi, suo insegnante al Bertoni che martedì 2 marzo, al santuario della Madonna Missionaria, celebrerà i funerali insieme con il parroco di Cassacco don Giovanni Straulino, a sua volta legato a Gianluca.

A ricordarlo con affetto e amicizia è il sindaco di Tricesimo, Giorgio Baiutti, che lo descrive come «una persona portata in modo spontaneo a socializzare con tutti, ironico e pronto alla battuta, coltivava rapporti umani sinceri e non mancava di dimostrare amicizia ed affetto. Il più delle volte – aggiunge – era lui che cercava gli amici per trascorrere i momenti insieme». —

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