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Coronavirus, ecco come la situazione è precipitata in sette giorni in Friuli: in provincia di Udine i contagi saliti del 71%

UDINE. Una settimana nera, con numeri che hanno immediatamente preoccupato il presidente Massimiliano Fedriga e il vicegovernatore Riccardo Riccardi: in sette giorni i contagi sono aumentati in tutta la Regione, ma con percentuali molto alte in provincia di Udine dove l’incremento è schizzato addirittura al 71 per cento, contro il 20 per cento in provincia di Pordenone e percentuali più o meno in linea a Gorizia e Trieste.
 
La ripresa della curva del virus è arrivata dopo sei settimane di calo, ma – come avevano previsto gli addetti ai lavori – la variante inglese ha in poco tempo prodotto i suoi effetti di accelerazione dei contagi. Nella settimana da domenica 14 febbraio a sabato 20 nella provincia udinese si erano registrati 1.060 casi di contagio, in calo rispetto ai sette giorni precedenti.
 
 
Ma da quel momento è arrivato “l’effetto variante” che ha fatto impennare i casi da domenica 21 a sabato 27: il totale dei nuovi casi in provincia di Udine è salito a quota 1.820 dunque con una percentuale del 71 per cento. Troppo alta per passare inosservata.
 
 
Tanto che l’assessore Riccardi sabato aveva già fatto scattare l’allarme: «Nell’arco di una settimana abbiamo rilevato un significativo incremento dei contagi, fenomeno questo che ci deve portare a esaminare con attenzione l’andamento della curva e, di conseguenza, valutare con attenzione quali decisioni prendere per governare il fenomeno».
 
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Riunendo a tappe forzate la task force regionale guidata dal professor Fabio Barbone, Riccardi ha messo a fuoco nel dettaglio la situazione nella regione e nelle varie province, tenendo conto della tipologia dei focolai: «Sappiamo che la colorazione del territorio sconta un “ritardo” di sette giorni. Pur trovandoci attualmente in zona gialla, i numeri a nostra disposizione ci dicono con chiarezza che il fenomeno dei contagi è tornato a salire; pertanto anche nel nostro territorio la tendenza è coerente con quanto sta accadendo nel resto del Paese.
 
 
L’incremento dei postivi è associato anche a una nuova crescita sia degli isolamenti, sia dell'occupazione dei posti letto nei reparti ordinari e in quelli di terapia intensiva degli ospedali. Ciò è sicuramente determinato anche dalla circolazione della variante inglese, come testimonia con chiarezza la mediana dell’età dei contagiati, valore che si è fortemente abbassato interessando molte persone giovanissime.
 

Allo stesso tempo, la campagna di vaccinazione che abbiamo intrapreso ha ridotto drasticamente la presenza del coronavirus tra il personale sanitario e gli ospiti delle case di riposo». «I numeri – ha proseguito l’assessore alla Salute – ci dicono che l’area più interessata dal fenomeno è quella dell’Udinese, sulla quale dovremo concentrare già dalle prossime ore la nostra attenzione.
 
 
L’operazione più importante che dobbiamo mettere in campo da subito è quella legata al rafforzamento del sequenziamento e conseguente isolamento, passaggi che dovrebbero però essere accompagnati da una accelerata sulle vaccinazioni che scontano ancora una ridotta disponibilità di dosi». Al termine della riunione di  della task force l’assessore Riccardi ha sottolineato come nell’ultima settimana, rispetto alla precedente, l’infezione in regione è complessivamente aumentata del 57 per cento. 
 

 
Vediamo altri numeri che fanno capire come il quadro stia peggiorando rapidamente. Domenica 21 febbraio le persone positive in Fvg erano 9.274 (si tratta di tutti coloro che, dopo il contagio, stanno ancora attendendo il tampone negativo e la guarigione): ieri, dunque dopo soli otto giorni, questo numero era già salito a 10.082 con un incremento dell’8,7 per cento.
 
 
 
Ancora più alto, pari al 9,6 per cento l’aumento delle persone in isolamento che domenica 21 erano 8.867 e ieri ben 9.727. La task force sta esaminando in particolare i casi di contagio nelle scuole, che il presidente Fedriga pensa di chiudere, probabilmente non limitando il provvedimento alle superiori, ma estendendolo anche alle medie e alle elementari.

 

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