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Addio al ristoratore Franco Gerometta

Era uno dei titolari della storica “Trattoria da Modesto” di Tolmezzo. Malato da tempo, aveva 74 anni

TOLMEZZO. La Carnia piange Franco Gerometta, noto ristoratore, con la moglie Carmen e i figli Gianluca e Lorenzo, della “Trattoria da Modesto” di Tolmezzo, uno dei locali più apprezzati. Si è spento nella sua casa attorniato dall’affetto della sua famiglia a 74 anni a causa di problemi cardiaci di cui soffriva da anni. I funerali saranno celebrati venerdì 5 marzo alle 14.30 nel Duomo di Tolmezzo.

Tantissimi i messaggi di cordoglio che hanno raggiunto la famiglia già ieri mattina, quando si è diffusa la triste notizia. Franco era molto conosciuto per la sua attività. Era inoltre cacciatore. Era nato a Paluzza da una famiglia originaria da Vito D’Asio. Si formò alla scuola alberghiera a Lignano ed era già stato scelto per essere imbarcato su una nave da crociera, ma dovevano intercorrere un po’ di mesi tra la fine della scuola e l’imbarco. Così frattanto si fermò a Tolmezzo a fare la stagione estiva.



Iniziò a lavorare in quello che doveva limitarsi a essere un impiego stagionale come cameriere alla trattoria Da Modesto in via della Vittoria. Lì conobbe Carmen, figlia di uno dei titolari. I due si scoprirono presto fatti l’uno per l’altra e si sposarono. Divennero due anime complementari nella vita e nel lavoro.

Nel 1978 rilevarono assieme il ristorante. Schietto, diretto, talvolta burbero, ma gran lavoratore e persona di cuore, Franco in cucina creava le prelibatezze della cucina carnica (lui primeggiava nei secondi di carne come brasati, arrosti, stufati) mantenendo l’impronta originale della trattoria Da Modesto e si occupava di aspetti organizzativi. Carmen con la sua affabilità attenta ha invece sempre curato l’accoglienza dei numerosi clienti in sala. Inserirono nel menù anche la pizza, molto apprezzata per il suo impasto.

Franco e Carmen nel 1995 ristrutturarono del tutto i locali conferendo eleganza al ristorante. Ad abbinare l’innovazione alla tradizione di famiglia (che ha oltre un secolo di storia) al loro fianco dagli anni ’90 giunsero i figli, puntando sempre più sulla qualità degli ingredienti (farine comprese, italiane e certificate), con un occhio di riguardo ai prodotti locali, e sulle lavorazioni.

Negli ultimi anni per i suoi problemi di salute Franco aveva passato il testimone come cuoco al figlio Lorenzo, che dopo la scuola alberghiera aveva già maturato esperienza a Cortina d’Ampezzo in locali rinomati. L’anno scorso Franco e Carmen avevano festeggiato i 50 anni di matrimonio. «Mio padre – ricorda il figlio Gianluca – ci ha insegnato l’onestà, la sincerità, il rispetto. Non sparlava mai delle persone, non si perdeva dietro cose di poco conto.

Era molto pratico. Ci ha insegnato i valori della vita, cosa devi fare per essere alla fine un uomo. Io ho amato mio padre più da grande che da bambino, perché ho capito il valore di quello che ha fatto e il valore del lavoro. Non faceva mai pesare le difficoltà, quando c’erano, cercava sempre di risolverle, non le ha mai riversate sulla famiglia. Ci lascia anche questo insegnamento: mai demordere, mai mollare».

 

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