In due settimane contagi raddoppiati: il Friuli teme la zona rossa. Ecco lo scenario per il Fvg e le ipotesi sulle restrizioni a cui pensa il governo

UDINE. Terapie intensive che si riempiono, contagi nuovamente in aumento. Con numeri che, stando ai parametri che vorrebbe introdurre il Comitato tecnico scientifico, sarebbero da zona rossa piena.

La situazione in Friuli Venezia Giulia

Basterebbe un dato per far suonare il campanello d'allarme in Friuli Venezia Giulia:dal 14 al 21 febbraio si erano registrati 1.815 nuovi positivi, dal primo al 7 marzo 3.937, con un'impennata del 116%. E' stata così superata superata la “soglia” di 250 infezioni su centomila abitanti: siamo a 328, ben oltre la linea di demarcazione che, in base alle indicazioni su cui preme il Cts (ma contestare dalle Regioni, secondo cui la soglia così bassa disincentiverebbe l'esecuzione dei tamponi), dovrebbe far scattare la zona rossa. Sotto pressione, di nuovo come prima di Natale, gli ospedali: i ricoverati per Covid in terapia intensiva sono 58, mentre 457 sono le persone ricoverate in altri reparti.

Si attende ora il nuovo monitoraggio, previsto per venerdì, che dovrà indicare l'eventuale downgrade della regione e il passaggio dunque in zona rossa. Uno scenario che prevederebbe, tra le altre, le chiusure di negozi al dettaglio (alimentari esclusi) e dei parrucchieri.



Lo scenario
Il governo sta valutando il da farsi. E' stata superata la soglia dei centomila morti per Covid, ma soprattutto aumentano gli indici di diffusione del contagio e peggiorano i parametri legati alle ospedalizzazioni, con il sistema sanitario che torna in affanno in parecchie regioni. Da qui la valutazione di nuove misure più restrittive, di carattere nazionale, che potrebbero entrare in vigore già dalla prossima settimana: sono in corso valutazioni sulla possibilità di istituire la zona rossa nazionale nei weekend in tutta Italia, così come è al vaglio l'ipotesi di anticipare l'orario del coprifuoco, attualmente previsto alle 22.


Draghi: "Nulla di intentato"
In un videomessaggio in occasione dell'8 marzo, il premier Mario Draghi ha spiegato che «il nostro compito - e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali - è quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al più presto un ritorno alla normalità». «Ogni vita conta –sottolinea il presidente del consiglio -. Non perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide. Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile. Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante è diretto a rendere efficace ed efficiente l'azione dell'esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi è in difficoltà, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme».

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