«I rifiuti sono pochi Qui la differenziata è inutile e costosa»

Erto e Casso

Val Vajont e Valcellina chiedono, in tema di rifiuti, di tornare al vecchio sistema del “tal quale”. La raccolta differenziata si sta infatti rivelando inefficace e costosa. «Dividere ogni tipo di scarto è dannoso di fronte a quantitativi così scarsi, perché obbliga all’utilizzo di decine di camion che girano vuoti e inquinano inutilmente», dice Fernando Carrara, sindaco di Erto e Casso e presidente del Parco naturale delle Dolomiti friulane.


Perplessità in questo senso sono state espresse anche dal sindaco di Barcis, Claudio Traina, che d’estate è costretto a sforzi notevoli ripulendo e differenziando quanto lasciato a terra dagli escursionisti. Da qui, la richiesta di un ritorno al cassonetto del “tal quale”, con un unico svuotamento settimanale. L’Unione europea ha già chiarito che a determinate condizioni si può fare: la commissione, rispondendo a un’interrogazione dell’eurodeputato Marco Dreosto, ha infatti ammesso tale ipotesi in aree scarsamente abitate e con problemi di viabilità. «Ora chiediamo al sottosegretario all’ambiente Vannia Gava di approfondire la tematica e di consentirne l’applicazione nei nostri paesi, stanchi di gettare al vento i soldi della collettività e di deturpare l’ambiente», ha concluso Carrara. Anche i funzionari di Trieste verranno coinvolti nel progetto, dopo che i chiarimenti di Bruxelles sono stati girati all’ex sindaco di Cavasso Nuovo e ora consigliere regionale Emanuele Zanon. L’intento è far sì che le deroghe vengano introdotte al più presto. «Che senso ha spingere sull’umido e sul verde, quando nei nostri paesi nove abitanti su dieci praticano il compostaggio domestico?», si è chiesto Carrara citando anche il caso dell’impervia borgata di Casso. «Costringere ogni volta un autista a compiere mille manovre in retromarcia pur di recuperare qualche bottiglia o dei cartoni non ha senso», ha concluso.

Va detto che l’Europa ha sdoganato tale eventualità perché l’attuale tecnologia consente una selezione dei rifiuti direttamente all’interno degli impianti di smaltimento. L’importante è che i quantitativi non siano eccessivi e che non si tratti di un modo per aggirare le norme di tutela ambientale. —



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