La Finanza in Comune per l’aerocampo Canoni, il Demanio chiede 318 mila euro

Le Fiamme gialle hanno acquisito atti in via Bertossi su richiesta della procura della Repubblica e della Corte dei conti



L’indagine sulla gestione dell’aerocampo in Comina si amplia. Le Fiamme gialle ieri si sono presentate in Comune, su richiesta della procura di Pordenone e della Corte dei conti. Intanto l’Agenzia del Demanio ha presentato un conto di oltre 318 mila euro al municipio di Pordenone per i canoni arretrati della striscia di volo in Comina. Per ore i finanzieri hanno passato al setaccio documenti, corrispondenza e provvedimenti negli uffici in via Bertossi.


La presenza degli investigatori non è passata inosservata. Interpellata, la guardia di finanza di Pordenone si è limitata a confermare l’attività, senza fornire delucidazioni. Il pm Carmelo Barbaro ha disposto l’acquisizione di atti, non una perquisizione, per fare chiarezza su una serie di aspetti. Non ci sono al momento indagati in municipio. Spetterà alla procura valutare se vi siano ipotesi penalmente rilevanti.

Gli inquirenti intendono ricostruire nel dettaglio i rapporti fra Comune di Pordenone, Aeroclub Pordenone onlus e Alpi Aviation srl, l’azienda specializzata nella costruzione di ultraleggeri e droni che ha sede in via dei Templari a San Quirino, nei pressi dell’area comunale in Comina.

Nel mirino degli inquirenti anche le trattative per il rinnovo della convenzione di co-uso dell’area demaniale a San Quirino, dove sorge l’aviosuperficie, fra Comune di Pordenone e Difesa & servizi, approvata dalla giunta municipale il 6 settembre 2018 e sottoscritta a Roma il 23 luglio 2019. L’accordo non si è poi perfezionato perché la Difesa non ha concesso l’area.

Le Fiamme gialle cercano di ricostruire la catena di comando che ha portato alla missione nella capitale. Varie informative erano già state inviate dalla guardia di finanza al municipio, con le quali prospettava che l’aerocampo era usato per volo sportivo e dall’Alpi Aviation srl e non con finalità di protezione civile. Le aree del demanio indisponibile sono invece vincolate all’uso pubblico.

La precedente convenzione fra Difesa e Comune, firmata nel 1997, era scaduta nel 2003. Il municipio corrispondeva un canone di 671 euro al Demanio. Lo rimborsava l’Aeroclub, che nel 1997 ha siglato a sua volta con il municipio un accordo per la gestione dell’aviosuperficie. La proprietà del Comune di Pordenone adiacente alla pista di volo, inserita nel Prgc come “area per il funzionamento delle attività di protezione civile”, sulla quale sorge l’hangar, è stata concessa gratis all’Aeroclub per trent’anni, fino al 2033.

Il Demanio, nel 2012, ha adeguato il canone di locazione dell’aviosuperficie, praticando uno sconto del 90%, vista l’asserita attività no profit svolta, presentando un conto di poco più di 8.300 euro. In realtà il funzionario che ha rideterminato il canone ha applicato una norma abrogata 7 anni prima.

Lo sconto corretto era del 10%, il canone è stato ricalcolato in 43 mila euro annui. Al municipio è arrivato così un conto salatissimo per la pista di volo usata dall’Aeroclub: 199.888,93 euro dal 2015 al 2019, altri 118.673 da 2012 al 2015.

Quanto alla Corte dei conti, valuterà invece se vi siano profili di danno erariale a carico dell’ente pubblico in relazione all’utilizzo dell’area demaniale e comunale in Comina. —



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