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Via libera alle vaccinazioni nelle aziende, alta adesione fra le imprese: si comincia a metà aprile

UDINE. Le aziende, piccole o grandi che siano, sono pronte a diventare un fulcro della campagna vaccinale e uno dei luoghi in cui, consegne delle dosi permettendo, si potrà davvero compiere quel cambio di passo auspicato da Mario Draghi per arrivare a un ritmo da mezzo milioni di dosi somministrate al giorno.

La discesa in campo dei settori produttivi è giudicata determinante dallo stesso commissario straordinario, il generale Francesco Paolo Figliuolo, che, non per niente, li ha espressamente inseriti all’interno del nuovo piano vaccinale, “vistato” domenica 14 marzo, nel quale si spiega come per potenziare la campagna potranno essere utilizzati «oltre alle strutture sanitarie attualmente operanti, alle caserme del comparto Difesa e Sicurezza e agli altri centri attivi, anche i siti produttivi», così come per schierare più personale si potranno impiegare «i medici competenti dei siti produttivi e della grande distribuzione».



Il Governo, in altre parole, ha chiesto da tempo a Confindustria – e anzi è stato stimolato proprio dall’associazione – di avviare una cernita delle possibili strutture da mettere a disposizione della campagna vaccinale e delle imprese interessate.

A livello nazionale si parla di mille adesioni al giorno – con tre quarti di queste concentrate al Nord –, mentre in Friuli Venezia Giulia, a sentire i presidenti locali, le manifestazioni d’interesse sono state anche superiori al previsto.

Così mercoledì è prevista la firma del protocollo d’intesa regionale per l’avvio delle vaccinazioni in azienda, si spera a partire dalla seconda metà di aprile quando l’Italia dovrebbe avere accesso a milioni di dosi settimanali. «Non mi aspettavo – conferma la numero uno di Confindustria Udine, Anna Mareschi Danieli – un’adesione così massiccia.

Le grandi aziende sono tutte pronte a essere della partita, mettendo a disposizione gli spazi non soltanto per i propri dipendenti, ma anche per la popolazione dei territori di cui sono riferimento, ma anche tra le medie e piccole imprese c’è parecchio fermento.

Compreso tra chi, magari, non ha strutture adeguate a disposizione, ma ha proposto il noleggio, oppure l’acquisto, di un camper per effettuare le vaccinazioni all’esterno».

Una conferma, in questo senso, arriva anche da Michelangelo Agrusti, presidente di Confindustria Alto Adriatico secondo il quale «le adesioni sono praticamente alla totalità per una vaccinazione nelle aziende che mi auguro possa partire il prima possibile in aprile».



Il protocollo che verrà siglato mercoledì, e chiamato “Ancora più sicuri in fabbrica”, vedrà il coinvolgimento di Regione, nella persona del vicepresidente Riccardo Riccardi, Confindustria Friuli Venezia Giulia, Cgil, Cisl e Uil, oltre al Comitato regionale della Croce rossa e alla cooperativa Medici cure primarie Friuli occidentale.

L’accordo affonda le radici nella campagna interna alle aziende che ha permesso di effettuare oltre 65 mila tamponi rapidi ai lavoratori e, prima ancora, di stimolare la campagna anti-influenzale, oltre alla volontà, manifestata da Confindustria, di attribuire il costo della somministrazione ai lavoratori integralmente alle imprese garantendo la prestazione nel rispetto dei dettami di legge.

Il nodo principale, come sempre in questi mesi, riguarda essenzialmente le dosi a disposizione, ma nel caso in cui non dovessero esserci problemi di approvvigionamento, aziende e Regione sono pronte a partire. È quasi scontato, inoltre, che i dipendenti, inizialmente e almeno fino a quando non verrà completata la fase di immunizzazione degli over 80 e delle categorie più vulnerabili, vengano vaccinati con le fiale di AstraZeneca e di Johnson&Jonhson – tranne per ultraottantenni e dipendenti giudicati particolarmente a rischio – e che sarà Confindustria a comunicare alle imprese l’avvio della campagna vaccinale e i tempi della stessa, richiedendo alle aziende di “prenotare” in via telematica i vaccini per il numero dei lavoratori interessati.

Saranno quindi la Croce rossa e Medici cure primarie Friuli occidentale a somministrare le vaccinazioni assieme ai medici del lavoro, anche se in quest’ultimo caso bisogna verificare da un punto di vista legale la copertura assicurativa di chi è alle dirette dipendenze di un’azienda. —


 

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