Un anno fa la scomparsa di Tiziano Dalla Marta fulgida mente della Carnia

/ tolmezzo

In piena pandemia, un anno fa, esattamente il 16 marzo, nel silenzio imposto dal momento, ci ha lasciati una delle figure più illustri della Carnia del Novecento, Tiziano Dalla Marta. In considerazione della tragica situazione e delle disposizioni di sicurezza non vi è stato modo di salutarlo e ricordarlo con un certo risalto, quanto mai meritato, per le sue innumerevoli qualità e per le molteplici attività che lo hanno reso noto ed apprezzato. Architetto, pittore, esperto d’arte, scrittore, amministratore pubblico, si è distinto per la sua elevata professionalità, per la sua profonda competenza e per la sua onestà intellettuale. Uomo di saldi principi e di profonda fede religiosa, iniziò a maturare il suo impegno civico sin da giovane. Partigiano e antifascista, è stato un testimone prezioso della lotta di Liberazione e delle vicende socio politiche del dopoguerra. Si dedicò anche alla politica o meglio all’amministrazione della cosa pubblica, come lui preferiva definirla. Nel 1949 fu sindaco di Prato Carnico e dal 1965 al 1975 fu sindaco di Tolmezzo, sempre eletto nella liste della Dc. Fu uno dei principali artefici dello sviluppo industriale ed economico di Tolmezzo e della Carnia. Assecondato da alcune illustri figure tolmezzine, convinse Apollo Promoteo Candoni a trasferire la Seima dalla Francia a Tolmezzo, creando un’attività che, con i suoi mille dipendenti, ha rappresentato con la Cartiera Burgo un pilastro per l’economia e l’occupazione in Carnia. Ne “Il volo del Rondone” scriveva: «Mai ci sarà un’inversione di tendenza alla tradizionale emigrazione … una malattia endemica dalla quale la Carnia potrà guarire soltanto se si realizzeranno i presupposti per trattenere e utilizzare le intelligenze dei suoi figli migliori». Quella missione diede i suoi frutti, il 30 giugno 1969 nacque a Tolmezzo la Seima Italiana spa, oggi Automotive Lighting. Dalla Marta, sin da ragazzino, dimostrò una spiccata sensibilità artistica che, legata a una spiccata intelligenza, lo portarono a frequentare l’Accademia delle Belle Arti a Venezia e a intraprendere la libera professione di architetto. Il tema della chiesa è stato affrontato con particolare interesse. La chiesa di San Rocco a Udine, del Sacro Cuore a Betania di Tolmezzo, della Provvidenza a Piani di Luzza sono solo alcuni esempi dei tanti lavori del suo percorso. All’impegno sociale e all’amore per sua professione. Dalla Marta ha unito un’intensa attività pittorica. Per quasi mezzo secolo è stato attratto dall’arte, dal disegno architettonico alla pittura, dal collezionismo alla critica. La sua personalità artistica va collocata nell’ambito della scuola veneziana degli anni Quaranta. E quando si avvicinò a De Chirico o alla Pop Art lo fece in un gergo del tutto personale. Divenne collezionista di grande prestigio: nelle pareti della sua abitazione si alternavano opere di Afro, Guttuso, Vedova, Cesetti, Pizzinato, Guidi e dei i grandi del Novecento. La sua versatilità culturale ha sconfinato negli scritti: dotato di facilità espressiva e di un linguaggio forbito, numerosi sono i suoi lavori che spaziano da riflessioni socio-economiche e urbanistiche alla narrativa. “Il ritorno del Gismano” e “Il volo del Rondone” racchiudono il cuore generoso e la mente luminosa di Tiziano Dalla Marta. —


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