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Sospensione di AstraZeneca, la Regione riorganizza il calendario delle vaccinazioni in Friuli: i tempi e le consegne previste

Lo stop di AstraZeneca non ferma l’attività che si estende a Codroipo, Tolmezzo, Gorizia e Trieste

UDINE. Dopo lo stop del vaccino AstraZeneca, la Regione è costretta a riorganizzare il calendario delle vaccinazioni. Oltre 350 appuntamenti fissati per la somministrazione della prima dose e rimasti inevasi lunedì scorso a seguito del blocco del vaccino, dovranno essere recuperati, mentre 2.641 prenotazioni saranno riprogrammate. Intanto, entro la fine di questa settimana, la campagna vaccinale si estenderà anche a Codroipo, Tolmezzo, Gorizia e Trieste.

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«Attendiamo di capire come e se potremo ripartire con la somministrazione delle dosi» afferma il vice governatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, collegando la riprogrammazione dei calendari al giudizio dell’Agenzia del farmaco europea (Ema), atteso per domani. Se il blocco della somministrazione del vaccino AstraZeneca sarà revocato anche le tre Aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia rimoduleranno le richieste di quel vaccino. Se invece sarà mantenuto, a quel punto – ammette a malincuore Riccardi – «la campagna sarà compromessa».

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Se il giudizio sarà positivo riprogrammeremo le dosi bloccate proseguendo con quelle già definite» insiste l’assessore nel ricordare che le somministrazioni bloccate sono solo quelle di AstraZeneca, quelle di Pfizer e Moderna proseguono regolarmente. Sempre l’assessore ricorda che evidenze scientifiche dimostrano che a tre settimane della somministrazione la copertura di AstraZeneca è del 76 per cento. Percentuale che arriva all’82 per cento dopo aver assunto la seconda dose.

Riccardi lo sottolinea per rispondere a chi insiste a chiedere: «Ho fatto la prima dose, ora cosa devo fare?». Nulla, «tutte queste persone devono attendere il giudizio dell’Ema».

Gli altri vaccini
La Regione è in grado di riprogrammare gli appuntamenti anche perché sa di poter contare sulle nuove consegne di Pfizer Biontech: «Entro il prossimo 6 aprile dovremmo avere 244.165 dosi di Pfizer. Lunedì sera ne avevamo a disposizione 164 mila di queste 135 mila le abbiamo già utilizzate». Riccardi è fiducioso anche perché l’Europa sta trattando con Pfizer l’anticipo di 10 milioni di dosi entro giugno. Se la trattativa andrà a buon fine anche il Friuli Venezia Giulia riuscirà a recuperare il tempo perduto. Alle dosi di Pfizer Biontech si aggiungeranno quelle di Moderna che al 20 marzo dovrebbe consegnare 7.700 dosi. Ad oggi la Regione ne ha ricevute 15 mila.

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I nuovi centri
Dopo aver rodato il modello a Cividale, la Regione contina a estendere le vaccinazioni sul territorio: «Oggi un nuovo centro vaccinale apre a Gorizia, in settimana a Tolmezzo e domenica nella tensostruttura polifunzionale a Codroipo. Si uniranno alle 26 linee già attive. Domenica l’obiettivo è quello di vaccinare un migliaio di ultra ottantenni e di proseguire con le somministrazioni anche lunedì».Riccardi, ieri, assieme al direttore dei servizi sociosanitari di Asufc, Denis Caporale, e a Gianni Borghi dirigente infermieristico Asufc, ha illustrato il piano ai sindaci. «Questa operazione nasce per agevolare la vaccinazione delle persone nate dal 1941, l’intenzione è quella di farle spostare il meno possibile».

La giornata di vaccinazione massiva prevede di arrivare a somministrare 1002 dosi, un numero calcolato per ottimizzare le dosi delle singole fiale che ne contengono 6 e ridurre gli sprechi». Riccardi ha invitato i sindaci «a veicolare le informazioni ai cittadini affinché possano partecipare numerosi». Nel solo distretto di Codroipo ha prenotato il vaccino il 49,3 per cento della popolazione con oltre 80 anni, il 61,7 per cento è stata vaccinata nel distretto. Il 20 per cento ha prenotato nella sede di Mortegliano, il 12 per cento nel dipartimento di prevenzione e il 5,25 per cento all’Ente fiera a Martignacco. La possibilità di effettuare il trasporto della persona dal domicilio al centro vaccinale. È prevista anche la possibilità di trasferire nel centro vaccinale le persone con problemi di mobilità. Al momento le disdette ricevute da parte di chi teme la vaccinazione non superano il 10 per cento. La Regione resta sempre in attesa, invece, dei 300 operatori previsti dall’ex commissario Arcuri: 250 mancano all’appello.

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