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Calcio in lutto a Timau: è morto Egidio Matiz

Pensionato, aveva 77 anni e aveva contratto il coronavirus. Da tempo faceva il cassiere nelle partite del Carnico

PALUZZA. «Umile e obbediente ai suoi doveri, un galantuomo d’altri tempi». Egidio Matiz, morto mercoledì a 77 anni nell’ospedale civile di Tolmezzo, originario e orgoglioso membro della comunità di Timau, viene salutato con queste parole affettuose e di stima, da parte del primo cittadino di Paluzza Massimo Mentil.

«Contagiato dal Covid e già sofferente per altre patologie – racconta affranto il fratello Rosolino, indefessa presenza per il sociale di Paluzza e Timau –, in soli tre giorni se n’è andato».


Quella di Matiz è stata, a detta di chi lo conosceva, una vita colma di difficoltà che, tutto sommato, non gli avevano tolto la profonda di dedizione verso il prossimo. Nato a Timau il 16 settembre 1943, membro della casata “Sock” e orgoglioso di portare questo titolo ereditato dai suoi avi, a soli 15 anni si era trasferito in Svizzera, accompagnato da uno zio, per essere introdotto al mondo del lavoro.

A Basilea, impiegato nel settore edile assieme a una folta comunità di Timau emigrata per le stesse ragioni, si era ben presto distinto per la sua precisione e puntualità professionale, diventando l’uomo di fiducia della ditta per cui lavorava. Era lui infatti che seguiva le commissioni e svolgeva gli incarichi in vece del titolare, curando i rapporti con il consolato e con la banca, a dimostrazione del grado di fiducia che era riuscito a guadagnarsi.

Ma chi lo conosceva è concorde nel ricordare di Egidio, oltre alla sua correttezza e umanità, la passione di una vita: il calcio. Vecchie fotografie lo ritraggono tra le fila del As Timau Basilea, che oggi gioca in seconda lega, mentre condivideva socialità e l’orgoglio d’essere “furlan pal mont” assieme ai suoi conterranei, facendo all’epoca l’accompagnatore della squadra.

Rientrato in Carnia negli anni del terremoto, con la moglie Agata conosciuta in Svizzera, aveva ingrandito la famiglia con i figli Fiorindo e Marianna, lavorando per un periodo per la locale ditta Vidoni nella costruzione di gallerie e poi come operaio comunale a Paluzza, riconosciuto lavoratore da ogni amministrazione e sindaco, si era così guadagnato la sua pensione.

«Egidio faceva ricordare con nostalgia la correttezza e l’abnegazione ai doveri degli uomini di una volta – conferma il sindaco Mentil –; si è speso molto per il prossimo, un esempio tra i tanti, l’impegno per la locale società del Timau Cleulis. Le domeniche del Carnico, le passava come cassiere godendo dello spettacolo del calcio e della compagnia della sua gente. Un vuoto affettivo per la famiglia e anche per la nostre sempre più piccole comunità di montagna».

Oggi alle 10.30 i funerali, nella chiesa di Santa Gertrude a Timau, secondo le disposizioni ministeriali del periodo. Ad accompagnarlo, i scuoi cari con la loro riservatezza.

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