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A che punto siamo con le vaccinazioni in Friuli Venezia Giulia? Quante persone sono immunizzate? La situazione in 6 grafici

I ritardi nell’immunizzazione della fascia a più alto rischio di morte. I dati regione per regione (grafici a cura di Danilo De Rosa)

"Dopo aver impostato questo piano vaccinale massivo sulla popolazione over 80, che deve proseguire con accelerazione soprattutto nei confronti delle persone che necessitano di vaccinazione a domicilio, adesso avvieremo la seconda priorità fissata dal piano nazionale, ovvero le persone vulnerabili. Dobbiamo capire le dimensioni dell'adesione alle vaccinazioni, ma contiamo di partire, sempre nei prossimi giorni, anche con la fascia dai 75 ai 79 anni, priva di patologie sconsigliate per Astrazeneca". 

Lo ha assicurato il vicegovernatore con delega alla Salute Riccardo Riccardi, intervenuto alla prima giornata di vaccinazione massiva per la popolazione ultraottantenne del Medio Friuli nella tensostruttura di viale Invalidi del lavoro a Codroipo. 

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"Nei prossimi giorni contiamo di poter procedere anche con le persone vulnerabili, comunque una categoria molto ampia e che comprende circa 44mila soggetti, ai quali vanno aggiunti familiari e caregiver che potrebbero essere vaccinati, se privi di patologie, con AstraZeneca. Sempre con siero AstraZeneca, contiamo di partire nei prossimi giorni anche con la fascia dai 75 ai 79 anni, se priva di patologie".

 

Come stanno andando le vaccinazioni in Fvg
Più del 9,32% della popolazione in Friuli Venezia Giulia ha ricevuto almeno la prima dose. Dalle prime ricerche scientifiche sembra che anche solo la prima dose garantisca una protezione contro le forme più gravi di Covid-19: dunque già inoculare la prima delle due dosi significa proteggere il maggior numero possibile di persone. La percentuale di residenti che ha ricevuto la seconda dose - e quindi protezione totale - si attesta al 5,16%. Un'accelerata importante, nonostante lo stop di AstraZeneca, nelle ultime settimane. Il 5 marzo, infatti, era "solo" poco più del 3 percento. 



Il recupero di AstraZeneca
Per quanto riguarda invece la disdetta delle prenotazioni per il siero AstraZeneca, Riccardi si è detto fiducioso di un veloce recupero. "Abbiamo registrato un trenta per cento di disdette ma ieri, considerando il periodo dal 19 marzo, giorno in cui c'è stata la sospensione, al 16 aprile, abbiamo verificato che il riallineamento delle agende è stato praticamente recuperato. In conclusione stimiamo che la riduzione si attesti sul 6-7 per cento. Ci aspettiamo tra l'altro - ha affermato Riccardi - un rapido recupero con l'apertura alle categorie del personale forestale e della Protezione civile".

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Le categorie dei vaccinati e fasce d'età
Quali sono, dunque, le categorie di persone che vengono vaccinate? Nel grafico qui sotto ogni riga rappresenta una categoria, e ogni pallino cresce al crescere delle somministrazioni in quel giorno e per quella categoria. Così possiamo vedere visivamente che per una lunga fase il grosso delle inoculazioni è stato fatto al personale sanitario e sociosanitario (in arancione), mentre da metà febbraio sono gli over 80 (in azzurro) ad essere la categoria più vaccinata. Ancora poche le vaccinazioni per le forze armate (in blu scuro), superate ampiamente dal personale scolastico (in giallo). 

Infine, per ogni fascia d’età qual è il vaccino più utilizzato? L’informazione rilevante è che AstraZeneca è giustamente utilizzato solamente per le categorie più giovani: non essendo stato ancora approvato il suo utilizzo per le persone over 65, la barra rossa (che rappresenta appunto AstraZeneca) non compare per le fasce d’età più anziane. Per ogni età, in ogni caso, il vaccino più comune è ancora quello Pfizer/BioNTech. 



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Altre dosi in arrivo
Il programma mensile delle consegne, infatti, prevede per lunedì ulteriori 16 mila 380 dosi di Pfizer – e lo stesso numero è atteso per il 29 marzo –, ma in virtù dei nuovi acquisti di vaccino è probabile che entro aprile ne arrivino altre 10 mila. Non soltanto, però, perché Moderna ha inviato sabato 20 marzo all’hub di Pratica di Mare 344 mila dosi di farmaco – di cui almeno 6 mila 800 verranno destinate al Friuli Venezia Giulia – e AstraZeneca ha previsto una doppia consegna mercoledì, in modo tale da recuperare i lotti bloccati in settimana in attesa del via libera dell’Aifa, per un totale di 279 mila vaccini con la Regione che ne aspetta almeno 5 mila 500 (anche se da cronoprogramma sarebbero 11 mila 300). Complessivamente, pertanto, in settimana dovrebbero arrivare più di 30 mila dosi utili per proseguire nella campagna regionale di immunizzazione.

La situazione in Italia
Non arrivano numeri incoraggianti dalla media nazionale. Appena il 14,7% degli ultra 80enni è immunizzato al completo. In pratica meno della metà della popolazione più in avanti con gli anni, a più alto rischio di ricovero e di morte (4.442.000) ha avuto l’iniezione. Quasi ultimata invece la fase nelle Rsa dove moltissimi sono stati protetti: l’89,1% degli ospiti (507.912).

La differenza tra Regioni è abissale, a prescindere dalla posizione geografica nord-sud. Secondo il piano originale presentato in Parlamento dal ministro Speranza il 2 dicembre e poi aggiornato sulla base delle pessime notizie di mancata consegna dei vaccini, gli anziani avrebbero dovuto essere messi al riparo dal Sars-CoV-2 entro febbraio, scadenza poi slittata a fine marzo per le note difficoltà di approvvigionamento di materia prima. Ora il traguardo scivola a fine aprile, o addirittura a maggio quando sarà scattata la campagna di massa. Il beneficio a livello di riduzione di mortalità nella categoria anziani è fermo su piccoli numeri e comunque non è stato rilevato.

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