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Proteste contro l’elettrodotto Würmlach-Somplago: la petizione inviata al ministro

Tralicci di un elettrodotto

Associazioni e parrocchie hanno raccolto 513 firme per modificare il tracciato. L’appello è stato indirizzato anche all’Arpa, ai vertici regionali e all’arcivescovo

TOLMEZZO. Con una petizione sottoscritta da 513 firme, il Circolo culturale e sociale di Cadunea, l’associazione Antica latteria turnaria di Imponzo, le parrocchie e i cittadini di Cadunea e Imponzo chiedono la modifica del tracciato dell’elettrodotto Würmlach-Somplago.

L’hanno inviata al ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, al Mise, al presidente della Regione Massimiliano Fedrica e agli assessori regionali Riccardo Riccardi, Fabio Scoccimarro e Graziano Pizzimenti, Barbara Zilli, ai consiglieri regionali dell’alto Friuli, all’arcivescovo di Udine Andrea Bruno Mazzocato, all’Arpa, all’Anas Fvg, all’azienda sanitaria e al sindaco Francesco Brollo. Con la raccolta firme evidenziano le criticità che rilevano nel progetto. Spiegano che gli abitanti sono stati edotti molto tardi sul tragitto definitivo dell’interrato, approvato dalla Regione e ne contestano il percorso scelto.


«I cittadini di entrambe le comunità si sono mossi in queste settimane – illustrano – per ottenere una variazione della percorrenza. La zona purtroppo – proseguono – è tristemente nota per l’elevata incidenza di patologie tumorali rispetto alla popolazione residente. Ci sono – chiedono – degli esperti di settore disposti a sottoscrivere un documento con cui si attesti che la linea non avrà alcun impatto sulla vita e salute dei due paesi?».

Esigono garanzie certificate sull’esclusione di danni ai residenti.

«L’elettrodotto “scorrerà” – è la segnalazione – nelle vicinanze di una scuola primaria, in cui i piccoli alunni vi rimangono per otto ore al giorno» e a ridosso della chiesa. «Perché non può scorrere – propongono – accanto all’argine del fiume, come invece già previsto in altre zone? Eppure il terrapieno è piuttosto alto e rinforzato. Chiediamo, molto preoccupati, un repentino intervento da parte della Regione affinché venga riveduto l’attuale progetto, modificandone parzialmente il tracciato».

La loro proposta è questa: a Cadunea, giungendo da Arta Terme dopo il ponte di Cedarchis, venga deviata la posa dell’impianto lungo gli argini (interni al greto) di sinistra dei torrenti Chiarsò e But, costeggiando il corso d’acqua, lontano dalle case più prossime, fino oltre il campo sportivo di Imponzo per poi ricongiungersi alla ss 52 bis solo una volta superati ampiamente entrambi i centri abitati.

«Ci auguriamo – scrivono – che la contropartita non sia la totale indifferenza alla tutela della salute delle popolazioni del territorio ma anzi vi sia l’impegno delle parti di proporre una soluzione (e quindi un percorso) che protegga, tuteli e salvaguardi principalmente i cittadini». In tal senso va la richiesta, concludono, di modifica del tracciato.

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