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Ecco i redditi della giunta regionale: l'assessore Bini resta al primo posto in classifica

Con 468 mila euro, peraltro in netto calo, il titolare del Turismo si conferma il più ricco della squadra. Zilli all’ultimo posto  

UDINE. Non è il primato schiacciante dell’anno precedente, ma Sergio Bini resta ampiamente il politico di Palazzo del Friuli Venezia Giulia con il reddito più alto. Nel 2020 l’assessore regionale alle Attività produttive, sul periodo d’imposta 2019, dichiara 486.433 euro di imponibile.

Al secondo posto c’è Sebastiano Callari, assessore al Patrimonio che di mestiere fa il medico, specializzato in urologia, a quota 149.326, al terzo il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, con 121.247 euro.

In ritardo rispetto ai tempi abituali, in un anno di proroghe anche fiscali a causa della pandemia, spuntano nel portale dell’amministrazione Fvg le situazioni patrimoniali e reddituali dell’esecutivo. Chi prima chi dopo tutti gli interessati, nel rispetto del decreto legislativo 33 del 2013, hanno consegnato la documentazione agli uffici ed è dunque possibile “entrare” nelle ultime dichiarazioni dei redditi disponibili.



Per Bini, imprenditore friulano che ha creato Progetto Fvg, l’ha portato a superare il 6% alle regionali 2018, il terzo risultato tra le liste a sostegno di Fedriga dopo Lega Nord e Forza Italia, si tratta di un primo posto che non sorprende, visti anche i numeri degli anni precedenti.

Bini aveva toccato i 477.260 euro sui redditi 2017, era salito a 914.784 su quelli 2018 e ora ridiscende, pur rimanendo su vette comunque molto alte, «per una questione di distribuzione dei dividendi dell’azienda», spiega l’azionista di Euro & Promos. Per Callari, invece, le differenze da un anno all’altro sono minime, mentre per Fedriga si registra un incremento di oltre 8 mila euro.

Guardando al resto della giunta regionale c’è un altro imponibile che cala: per l’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli si passa da 147.011 a 108.992. Ma nella maggior parte dei casi si va decisamente all’insù. E anche in maniera significativa, per quanto la vita che cambia tra il prima e il dopo in politica si sia vista in maniera più evidente confrontando i redditi del 2018 rispetto a quelli del 2017.

L’impennata più netta si registra sull’imponibile di Barbara Zilli (Finanze), che da 41.343 euro sale a 96.745 (la cifra più bassa, ma l’avvocato di Tolmezzo nell’anno prima del voto aveva sfiorato i 118 mila euro). Seguono Alessia Rosolen (Istruzione), da 60.455 a 114.426, Stefano Zannier (Agricoltura), da 73.563 a 107.370, Graziano Pizzimenti (Trasporti e Infrastrutture), da 75.283 euro a 105.671, Fabio Scoccimarro (Ambiente), da 82.136 a 108.296, e Pierpaolo Roberti (Autonomie locali e Funzione pubblica), da 84.885 a 107.352. Più ridotto l’incremento per Riccardo Riccardi, il vicepresidente con delega alla Salute: da 106.622 a 114.156.

Quanto alla situazione patrimoniale, oltre alle 753 mila in Euro & Promos, Bini ha tra l’altro azioni in Fincantieri, Eni e Generali, Pizzimenti segnala la proprietà di una Volvo 80 del 2007, di un appartamento a Udine e di un terreno a Carlino, Roberti ha due fabbricati, a Trieste e Sappada.

Per tutti gli altri non compaiono variazioni. A fine gennaio erano stati i consiglieri a vedere le dichiarazioni pubblicate nel sito della Regione.

Un lungo elenco aperto, quanto a importo, da Piero Mauro Zanin, l’architetto forzista alla guida dell’aula, con 193.722 euro, seguito dall’ex capogruppo del Pd Sergio Bolzonello, commercialista a Pordenone, con 145.082, e da Massimo Moretuzzo, già sindaco di Mereto di Tomba e titolare dal 2009 dell’Edilmeccanica di Pavia di Udine, azienda attiva nel settore dei servizi per l’edilizia, con 131.371. —
 

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