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Vaccinazioni, prenotati in 42 mila: Fvg in testa in Italia, prima dose al 10% dei residenti

UDINE. Una nuova accelerata delle prenotazioni per la terza fase della campagna vaccinale dopo il boom di mercoledì. Giovedì 25 marzo, infatti, altre decine di migliaia di cittadini – compresi nelle categorie dei più fragili, in quella dei caregiver degli stessi oppure nella fascia d’età 75-79 – si sono prenotati per la loro dose di vaccino portando il totale a quota 42 mila.



Lo stato delle vaccinazioni

I server di Insiel, giovedì, sono stati ancora una volta subissati di richieste di prenotazione tramite Cup, call center e, soprattutto, farmacie. Se a ora di pranzo i prenotati per la fase tre avevano raggiunto quota 38 mila 19 prenotazioni, a fine giornata il dato – che mercoledì si era stabilizzato a 28 mila 527 – era salito a 42 mila 537, diviso tra 19 mila 528 fragili e 23 mila 9 under 80.

Nel frattempo continuano le immunizzazioni delle categorie fin qui interessate dalla campagna. I dati a ieri, aggiornati alle 15.30, dicono che il Friuli Venezia Giulia ha toccato il 10% della popolazione residente cui è stata iniettata almeno una dose.

Di questo gruppo, inoltre, il 5,8% ha ottenuto anche il richiamo, e dunque è coperta dal vaccino, con la regione che segna il miglior dato d’Italia assieme alla Valle d’Aosta. Per quanto riguarda gli anziani, invece, sono stati inoculati con almeno una dose il 47,8% degli over 80 e il 42,1% degli over 90.

La difesa delle regioni

L’attacco del Governo alle Regioni, negli ultimi giorni, ha scatenato una serie di repliche da parte dei presidenti. Massimiliano Fedriga, in particolare, ha messo nel mirino il ministro della Salute Roberto Speranza e, anche ieri, è tornato a difendere il ruolo degli enti locali.

«Credo che chi racconta a Mario Draghi – ha detto – come sta andando la campagna vaccinale sul territorio non lo stia facendo in modo corretto. Noi seguiamo il piano vaccinale deciso dal ministero della Salute. Obbediamo eppure ci incolpano: forse qualcuno dovrebbe rivolgersi a chi ha deciso quelle regole, non a chi le applica.

Draghi sta facendo uno sforzo enorme, alcune criticità, ovviamente, si creano, ma attaccare le Regioni, con tutto il lavoro che fanno, mi sembra ingeneroso e per questo invieremo un documento molto chiaro, netto e forte, al Governo, in cui evidenzieremo le problematiche emerse perché non si può continuare a giocare a scaricare colpe e responsabilità sulle Regioni».

Sindacati dei pensionati

L’apertura delle prenotazioni a categorie fragili e agli under 80 ha prodotto il rapido intervento dei sindacati dei pensionati che hanno riservato più di una frecciata alla Regione.

«Il piano vaccinale – ha detto Roberto Treu segretario generale della Spi Cgil Fvg – parte con un ritardo evidente, visto che perfino tra gli over 80 sono ancora numerosi gli anziani e i soggetti deboli che non riescono a fissare un appuntamento, in particolare tra coloro che devono essere vaccinati a domicilio». Sulla stessa linea d’onda, quindi, anche Magda Gruarin della segreteria Uil Pensionati.

«Resta molto elevato – spiega – il numero di anziani, anche over 80, non vaccinati o che non riescono a prenotarsi. Questo ritardo contribuisce purtroppo ad aggravare gli effetti di una pandemia che ha riportato i nostri ospedali a subire livelli altissimi di occupazione». —


 

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