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Bidella precaria senza stipendio da tre mesi e costretta a prestiti per pagare la stanza in affitto: «Non ce la faccio»

Paga 400 euro al mese per camera con bagno e aspetta il salario da tre mesi: una bidella precaria nelle scuole a Fontanafredda condivide la sorte con altri supplenti e anche insegnanti.

«Felici di lavorare – dicono al sindacato Flc-Cgil – ma dobbiamo mangiare». Il risultato è quello di farsi prestare soldi da parenti, amici, uffici postali per sbarcare il lunario: capita a supplenti anche ultracinquantenni negli istituti di Fontanafredda, Brugnera, Sacile.


«È previsto in aprile il pagamento degli stipendi arretrati e il ritardo non è causato dalle segreterie scolastiche – dice il sindacalista Giuseppe Mancaniello –. Ci sono bidelli e anche qualche docente precario che sono privi di retribuzione da mesi, alcuni dal 2020». Le responsabilità e nella mancanza di comunicazione dell’amministrazione finanziaria di Roma.

«I precari bidelli guadagnano circa mille euro al mese e in tanti arrivano da altre regioni – riassume Mancaniello –. Le prime necessità sono quelle di vitto e alloggio: se non arrivano i salari è colpa dei ritardi sulle partite stipendiali dei dicasteri romani. Le scuole territoriali inseriscono i contratti sulle piattaforme web, ma non si arriva la liquidazione dei salari e Roma blocca l’iter».

Ci sono stati tanti casi per i precari assunti nel cosiddetto organico Covid: senza salario da novembre a marzo. Gli ultimi casi sono dei bidelli assunti nel 2021 con contratti a termine in giugno.

«È dura la vita dei precari della scuola senza salario: da gennaio la precaria Maria non ha mai preso un euro – riferisce Mancaniello –. Deve onorare l’affitto nel suo paese natale e anche quello di Fontanafredda. La famiglia d’origine spedisce i bonifici per l’affitto, ma è una situazione difficile a 50 anni. Roma non paga e il sindacato aumenta il pressing».

Salari da arrotondare anche per bidelli assunti in ruolo e riparte la vertenza targata Flc-Cgil: è quella lanciata per recuperare scatti di anzianità perduti negli anni di precariato. L’esempio è un ex precario con dieci anni di supplenze e 300 euro perduti in busta paga. «Situazioni da calcolare a livello individuale – avvertono allo sportello Flc-Cgil –. Tanti ex precari sono invitati alla verifica del recupero degli scatti». La vertenza parte dopo l’anno di prova: il bidello e l’insegnante in ruolo possono chiedere il riscatto dell’anzianità da precari mai pagata. —



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