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Addio a Nives Rizzotti, aveva 55 anni: ricoverata per Covid in ospedale, non soffriva di alcuna patologia pregressa

Figlia di Pietro, aveva festeggiato con il marito Paolo Orlando i 50 anni della falegnameria di famiglia

SPILIMBERGO. Spilimbergo è in lutto per la prematura scomparsa di Nives Rizzotti, morta a soli 55 anni: era risultata positiva al Covid e da quanto si è appreso non soffriva di particolari patologie pregresse. Anche il marito, Paolo Orlando, è ricoverato in ospedale.

Purtroppo, ogni tentativo di salvare a vita a Nives, nonostante il prodigarsi dei medici, è risultato vano. Quella dei Rizzotti è una famiglia di artigiani molto conosciuta nella città del mosaico.

Nel 2015, Nives e Paolo avevano festeggiato, con tutta la comunità, il traguardo del mezzo secolo di attività della loro falegnameria. Nella sede di via delle Betulle avevano chiamato a raccolta clienti e amici per celebrare l'importante traguardo, alla presenza del presidente di Confartigianato Pordenone, Silvano Pascolo, e del sindaco di allora Renzo Francesconi.

Era toccato alla figlia, Federica Orlando, il compito di ricostruire la storia dei primi cinquant'anni di attività dell'azienda. Una storia che parte dal 1955 quando Pietro Rizzotti, papà di Nives (scomparso nel 2009) dopo avere frequentato le scuole professionali ad Arba, fece la valigia e partì in cerca di fortuna con il sogno, una volta risparmiato un bel gruzzoletto, di fare ritorno a casa e mettersi in proprio. Cosa che gli riuscì nel 1964 quando, dopo alcuni anni trascorsi fra Svizzera e Canada, rientrò con la moglie Elisa e la primogenita Silvia a Spilimbergo.

Qui avviò la falegnameria meccanica, che cominciò l'attività nel 1965, anno in cui nacque anche la secondogenita Nives. Un avvio brillante, tanto da richiedere presto l'inserimento di manodopera. Fra i vari collaboratori che si susseguirono, Rizzotti decise di assumere un apprendista. Fu così che il 2 ottobre 1975, a 15 anni compiuti da pochi giorni, Paolo Orlando varcò per la prima volta la soglia d'ingresso della falegnameria. Da giovane apprendista, dopo un paio di anni divenne operaio qualificato e la passione trasmessagli dal titolare lo travolse così tanto che nel 1994, al raggiungimento dell'età pensionabile di Pietro, decise di acquistare l'attività nella quale era cresciuto. Una crescita imprenditoriale riconosciuta anche con la nomina a "maestro artigiano", ottenuta da Confartigianato e Camera di commercio, e l'attribuzione alla falegnameria Rizzotti del titolo di "Bottega scuola" dalla Regione. Da alcuni anni la coppia faceva parte del Team Quad Livenza, sodalizio in lutto per questa scomparsa così dolorosa.

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