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Maestro vetraio a Parigi e atleta, morto a 88 anni Silvano Gottardo: era stato contagiato dal virus

Lavorò con noti stilisti in Francia, fu un grande podista

UDINE. Maestro nella lavorazione di vetri e cristalli, ha lavorato per circa trent’anni a Parigi, anche per noti stilisti. E grande atleta che, fin da giovanissimo, ha saputo distinguersi per le sue grandi doti podistiche. Ma anche marito e padre di tre figli. È stato tutto questo, e non solo, il friulano Silvano Gottardo che si è spento ieri all’età di 88 anni (li aveva compiuti il 6 marzo). Dopo il lungo periodo trascorso all’estero, nel 2005 è rientrato nella sua terra, stabilendosi a Visco con la moglie Onorina. In questi ultimi giorni le sue condizioni di salute erano precipitate dopo una brutta caduta dalle scale di casa. E poi, a peggiorare la situazione, è stato il Covid.

Silvano Gottardo, classe 1933, dopo avere iniziato a lavorare a 13 anni imparando il mestiere di vetraio a Udine, è emigrato in Francia nel 1965 e lì ha esercitato la sua professione con grande bravura. Grazie al suo duro lavoro, infatti, è riuscito a distinguersi come artigiano specializzato nella posa di mosaici di specchi colorati. A Parigi, con a fianco Emilio – uno dei tre figli che sta seguendo le orme del padre – la sua capacità non è passata inosservata, tanto che è stato scelto anche dai stilisti come Pierre Cardin e Loris Azzaro.


Ed è stata eccezionale anche la sua carriera sportiva. Ha cominciato a correre a 15 anni mettendo subito in evidenza le sue doti podistiche. Nel 1948 a Udine c’era stato il primo giro podistico del capoluogo friulano (7,5 km) in cui Gottardo si è imposto e quello è stato il primo di una lunga serie di successi giovanili raccolti in Italia e poi in Francia. Nel 1950, a Trieste, ha corso per la prima volta i “3000 siepi” portando a casa il titolo di vicecampione italiano; nel 1956 fu argento ai Campionati italiani assoluti di corsa su strada sui 25 chilometri. Davvero fulgida anche la carriera da Master costellata da 20 titoli italiani in specie sui 3000 siepi, la sua specialità preferita.

Argento ai Mondiali Master di Viareggio nel 1985 e a Budapest nel 1993; si è distinto anche per la migliore prestazione italiana over 70 anni sui 2000 siepi. Fin dal 1991, ha vestito i colori biancorossi della Nuova atletica dal Friuli con cui ha continuato a girare il mondo prendendo parte alle rassegne sportive. Quotidianamente si dedicava alla corsa e alla marcia sportiva, mantenendo a 88 anni una forma ed un portamento invidiabili.

Lo spirito sportivo, la grinta e il sorriso che lo contraddistinguevano lo hanno certamente aiutato a superare anche una grave patologia che, quindici anni fa, lo aveva costretto immobile a letto per oltre quattro mesi. Una vittoria che Silvano aveva voluto festeggiare tornando a indossare le scarpe da corsa e cimentandosi anche su distanze significative. Nel 2003, infatti, si era imposto fra gli over 70 alla Maratonina di Udine. «Caro Silvano – ha dichiarato Giorgio Dannisi, presidente della Nuova atletica dal Friuli che, a nome di tutta l’associazione, ha rivolto le più sentite condoglianze alla famiglia – non ci sono più siepi da saltare, hai superato tutti gli ostacoli! Rimane con noi la tua bella persona, che ci accompagnerà per sempre ricordandoci che lo sport è vita».
 

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