Parrucchiere ed estetiste in zona rossa, la protesta di Flavia: "Esponete tutti il cartello vendesi, siamo in ginocchio"

Flavia non ha messo in cassa integrazione le sue collaboratrici, preferendo dare loro ferie, ma non può farcela ancora per molto. “Non ho diritto ai contributi? Non importa. Ma allora mi sia consentito di lavorare, altrimenti questo cartello non sarà solo un simbolico segnale di protesta”

UDINE. Invita tutti i parrucchieri di Udine ad esporre il cartello “Vendesi” come atto di protesta contro le chiusure in zona rossa. Una provocazione frutto di esasperazione e rabbia, quella di Flavia Snidero, titolare di Sos Capelli, punto di riferimento di centinaia di fedelissime clienti del centro cittadino e non solo. Dopo un anno di sacrifici la sua attività richiude, mentre gli abusivi proliferano.

“La categoria deve unirsi affinché il governo prenda in considerazione i nostri sacrifici. Abbiamo creato rigidi protocolli per lavorare in sicurezza, eppure lo Stato ci obbliga a restare chiusi, senza date, senza speranze, senza contributi”. “Tutte le attività messe in ginocchio dovrebbero appendere quel cartello, giusto per dare un colpo d’occhio e uno al cuore - si legge tra i commenti -. Solo vedendo fisicamente intere vie in vendita si renderebbero conto di dove siamo arrivati, anche chi continua a non voler vedere”. Assieme a Flavia, anche la categoria delle Estetiste è sul piede di guerra: “Dopo aver acquistato dispositivi, igienizzato le attrezzature, areato le cabine ad ogni cliente, sanificato, sterilizzato, eliminato la vaporizzazione e chiuso il bagno turco, attuando scrupolosamente tutte le normative - è lo sfogo di Cristina Trevisan, titolare di un centro estetico a San Giovanni di Polcenigo - ora, dopo un anno, ci fanno chiudere?”.

Flavia non ha messo in cassa integrazione le sue collaboratrici, preferendo dare loro ferie, ma non può farcela ancora per molto. “Non ho diritto ai contributi? Non importa. Ma allora mi sia consentito di lavorare, altrimenti questo cartello non sarà solo un simbolico segnale di protesta”.

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