Verso il nuovo Dpcm: sparisce la zona gialla fino al 30 aprile, tutte le ipotesi di un lockdown nelle festività (incluso il Primo Maggio)

ROMA. La curva dei contagi non allenta, resta ferma da giorni come se si fosse stabilizzata ma non scende. Sale, invece, il tasso di positività (al 6,6%) e nonostante un indice di contagio Rt che mediamente in Italia è poco sopra l’1, il governo ha deciso per una stretta decisa. Il Paese sarà in zona rossa e arancione almeno fino al 30 di aprile.

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Ci sarà il cambio di colore di alcune regioni e alcune novità per quel che riguarda le festività: al lockdoown totale durante i giorni di Pasqua, seguirà, molto probabilmente, una stretta anche per il Ponte del 25 aprile e per quello del primo maggio. La decisione è nell’aria, anche perché blindare gli spostamenti durante le festività limita le esposizioni e la possibilità che il virus circoli più velocemente.

Il cambio di colore delle regioni
Ecco come cambierà la mappa dei colori: Toscana, Calabria e Val d'Aosta passeranno in zona rossa a partire da lunedì 29 marzo, mentre il Lazio passa in arancione da martedì. Il motivo che ha spinto il governo a decidere per il cambio colore delle tre regioni da lunedì in rosso è dovuto essenzialmente al parametro del numero di contagi per 100 mila abitanti. Sono tutte oltre 250, in più c’è il caso Valle d’Aosta, regione che è passata ad un indice Rt sotto 1, al peggior indice in Italia (olytre 1,7) in poco tempo.

Restano poi in zona rossa Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, oltre a Campania, Friuli Venezia Giulia, Marche, Piemonte, Puglia (in rosso rafforzato), Veneto e alla Provincia Autonoma di Trento. Passa invece in arancione da martedì il Lazio, che ha un Rt a 0,97: sono così 8 le regioni in questa fascia, oltre alla provincia di Bolzano, anche se in molte ci sono interi comuni in zona rossa. In Sicilia, ad esempio, il presidente Nello Musumeci ha firmato l'ordinanza per tre comuni dell'agrigentino - Comitini, Racalmuto e Siculiana - e Centirupe nell'ennese, che si vanno ad aggiungere a Caltavuturo e San Mauro Castelverde. In Sardegna sono invece 7, con Pozzomaggiore in provincia di Sassari che si aggiunge a Golfo Aranci, Uri, Bono, Sindia, Samugheo e Sarroch.

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Pasqua dal 3 al 5 aprile e le festività
Dal 3 al 5 aprile tutta Italia sarà in zona rossa, quindi scatterà il lockdown. Serrande abbassate per bar e ristoranti e divieto di spostamento dalla propria abitazione. Si può uscire soltanto per motivi di urgenza, lavoro e salute. Come a Natale si potranno andare a trovare amici e parenti ma solo verso un’unica abitazione, in due adulti e con minori al di sotto dei 14 anni. Si potrà andare nelle seconde case, ma non in quelle regioni, come Toscana, Valle d’Aosta, Puglia, Alto Adige e Campania, Sardegna e Sicilia,che hanno firmato delle ordinanze ad hoc. L’importante è che vi si rechi soltanto il nucleo famigliare e che la seconda casa sia disabitata. E’ probabile che la stessa decisione assunta per le festività di Pasqua vengano estese anche per il 25 aprile e per la festa del Primo Maggio.

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Bar e ristoranti chiusi
In lockdown bar e ristoranti resteranno chiusi. Idem per quel che riguarda i giorni dal 6 aprile in poi, con la differenza che sarà possibile soltanto l’asporto fino alle 18 dai bar e fino alle 22 dai ristoranti. E’ concessa la consegna a domicilio. Aperti i negozi, esclusi quelli all’interno dei centri commerciali ma soltanto nel fine settimana. 

Le scuole
Dal 7 di aprile 6 alunni su 10 rientreranno nelle loro classi, pari a 5,3 milioni, quasi 4 milioni in più rispetto alle ultime settimane. Il ritorno a scuola in presenza è previsto fino alla prima media anche nelle regioni in zona rossa. Dalla seconda media è confermata la didattica a distanza.  

Sport e attività sportive
In zona rossa stop alle attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali. Fanno eccezione le prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP. Allo stesso modo, sono sospese l'attività sportiva di base e l'attività motoria in genere presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, sia all’aperto che al chiuso

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