Ex Dormisch, il Comune cerca l’alternativa: ma il market è l’unica proposta concreta

Zanolla (Progetto Fvg): non dobbiamo dimenticare che parliamo di un’area privata, solo per la demolizione serve un milione

UDINE. Il Comune è pronto a valutare possibili alternative per il futuro dell’ex Dormisch. Dopo le polemiche e le proteste scoppiate quando la proprietà dell’area ha presentato un progetto per realizzare un market di mille metri quadrati contro i 1.500 possibili, il capogruppo di Progetto Fvg – Identità civica, Michele Zanolla presenterà un ordine del giorno nel consiglio comunale di lunedì 29 marzo in cui chiede al sindaco e alla giunta di verificare se ci sono altre soluzioni.

«La verità – spiega Zanolla – è che nemmeno noi siamo contenti di vedere realizzato un altro market, ma non dobbiamo dimenticare che stiamo parlando di un’area privata. I proprietari hanno acquistato un’ex fabbrica e, trattandosi di una zona H, hanno tutto il diritto di fare un supermercato di 1.500 metri. Dopo lunghe trattative siamo riusciti a ridurre la superficie a mille metri e questo al momento rimane la miglior soluzione al rudere che si trova in stato di abbandono da oltre 20 anni». La Friul Veneta costruzioni di Sacile e la Masotti energy service company hanno accolto tutte le prescrizioni della commissione edilizia accollandosi le spese per la rotonda e pure quelli per realizzare la pista ciclabile che attraverserà l’area di sosta. Inoltre, su espressa richiesta del sindaco Pietro Fontanini, il market sarà realizzato nella zona Nord salvaguardando così la cosiddetta vela che dal punto di vista architettonico risulta essere la parte più “nobile” dell’edificio.


Dopo un prima via libero, non ufficiale, nel corso di una riunione tra i capigruppo della maggioranza, anche Fdi ha sollevato dei dubbi chiedendo di studiare altre ipotesi. E Michele Florit si è detto pronto, insieme al suo socio, Cristian Rizzi, a reperire le risorse necessarie da investire (tra i 4 e i 5 milioni di euro) per trasformare la vecchia birreria nella nuova casa dell’Accademia delle belle arti. Una proposta che al momento è però solo teorica. Ma se, come è probabile, l’odg di Zanolla otterrà il via libera del Consiglio, il sindaco sarà chiamato a vagliare tutte le strade alternative compreso quindi il polo del design.

«L’area tra via Micesio e viale Bassi è strategica – dice Zanolla – e quindi il nostro compito è quello di cercare fino all’ultimo di trovare la migliore soluzione possibile. Se poi non ce ne saranno, resta valida quella, migliorativa, avanzata dalla proprietà». Per Zanolla è invece impensabile che sia il Comune ad acquistare l’area: «Non è fattibile, come non è pensabile che sia la Regione a intervenire, anche perché i costi dell’operazione sarebbero alti visto che solo per la demolizione e la bonifica servirebbe più di un milione».

L’impressione è insomma che il Comune intenda vagliare la concretezza delle possibili alternative prima di procedere. D’altronde lo stesso Fontanini aveva precisato che «se fosse possibile sviluppare un progetto più adatto al contesto siamo ancora in tempo a cambiare, ma dobbiamo trovarci di fronte a proposte serie e non a voli pindarici».

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