Il caso di Paluzza, tra i comuni più colpiti: risalgono i contagi, salva la casa di riposo che registrò il maggior numero di decessi

Da febbraio l’Asp Matteo Brunetti è Covid free. Fuori sono 66 le persone risultate positive al virus. La preoccupazione del sindaco: sono ripartiti i focolai, forse a causa di un calo dell’attenzione

PALUZZA. Sono quasi 85 le persone risultate positive al Covid o in quarantena preventiva a Paluzza: 66 i contagiati, di cui 45 presi in carico dal Dipartimento di prevenzione e 19 isolamenti, su un campione di circa 2.000 abitanti che eleva l’indice di prevalenza a 27,8.

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Numeri che rappresentano un primato nel territorio carnico e si torna a parlare con preoccupazione della diffusione del virus. A destare ulteriore perplessità, l’andamento crescente dei contagi in alcune frazioni. Sono infatti 35 i casi a Timau e quasi 20 a Cleulis. Esattamente un anno fa, a essere gravemente colpita dalla prima ondata del virus, era stata la locale Asp “Matteo Brunetti”, guadagnandosi un triste primato in termine di decessi.

Come riferito dal sindaco di Paluzza Massimo Mentil e dalla presidente della struttura Stefania Tassotti, però, da inizio febbraio, la Brunetti è diventata un’area Covid free.

«Ci fornisce conforto il dato che la nostra Asp ora è una roccaforte virtuosa– considera Mentil –, la situazione nel comune rimane comunque complicata. Eloquenti i numeri: abbiamo assistito a una crescita preoccupante e rapida dei contagi nelle ultime due settimane. La diffusione ha interessato per lo più nuclei di persone che avevano contatti quotidiani, seppur minimi. Ci sono state e ci sono alcuni ricoveri in ospedale. L’inizio di questi mini focolai, sfociati poi in un fenomeno più diffuso – riflette ancora il primo cittadino – potrebbero risalire a fine febbraio. Forse ha vinto il desiderio di libertà in un contesto territoriale caratterizzato da ampi spazi e densamente spopolato». Ci s’interroga sulle possibili cause dei numeri alla luce dei fatti ed è ancora il sindaco, ad avanzare spiegazioni plausibili: «Non puntiamo il dito sull’utenza ridottissima dell’anello di fondo o il turismo che quasi non c’è stato. Forse un calo dell’attenzione. Dobbiamo mantenere ancora alta la guardia e rispettare le regole per uscirne».

Dalle sue successive riflessioni e da quelle del vice Luca Scrignaro, emerge la considerazione ottimistica che il numero dei contagi abbia già raggiunto il suo picco a Paluzza ma, anche la non auspicabile prospettiva di un aumento delle misure restrittive locali, qualora i numeri salissero ulteriormente. Interessante la proposta della possibile individuazione nel Comune di un area da adibire a centro vaccinale, snellendo e rendendo logisticamente più facile l’accesso al servizio per gli abitanti dell’Alto Bût.

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«Dopo questa ennesima prova a cui viene sottoposta la nostra comunità – conclude Mentil –, bisogna programmare con efficacia e celerità il dopo. La risposta è nei vaccini e una proposta valida che si è discussa con i dipartimenti, sarebbe quella di localizzare nei poliambulatori di vallata la somministrazione del siero, per evitare spostamenti e migliorare il servizio».


 

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