Vaccinazioni in base alle scorte: il Friuli Venezia Giulia non ha annullato alcun appuntamento

UDINE. Una realtà come quella americana o israeliana, da queste parti, è pura utopia. Governo e Regioni, infatti, devono ancora fare i conti con una quantità di vaccini contingentata, ma almeno, in Friuli Venezia Giulia e a differenza di altri territori, dopo il blocco di tre giorni per AstraZeneca, nessuno ha dovuto rimandare il proprio appuntamento a causa della mancanza di vaccini e di scorte ormai ridotte al lumicino.

La strategia regionale


Per primo è stato il Veneto a lanciare l’allarme sulla carenza di dosi e a dover bloccare le prime inoculazioni per alcuni giorni. Quindi è toccato al Lazio – che però ieri ha ricevuto oltre 122 mila dosi di AstraZeneca – entrare in fibrillazione e, a cascata, a un’altra mezza dozzina di territori.

Non al Friuli Venezia Giulia, però, dove, a torto o a ragione, vige da inizio campagna vaccinale una sorta di principio di precauzione nell’apertura delle agende di prenotazione.

Certo, il 30% di riserva imposto dal Governo all’epoca di Domenico Arcuri è un lontano ricordo, e ormai, almeno per il vaccino Pfizer, non si va oltre il 5% delle scorte in magazzino, ma dalle parti dell’assessorato guidato da Riccardo Riccardi hanno optato per una strategia univoca: siccome le sicurezze sono poche, e i ritardi delle consegne sono sempre plausibili, è meglio mantenere un certo margine di sicurezza, almeno di alcuni giorni, negli appuntamenti per evitare di doverli rimandare.



Le differenze tra le aziende

Di certezze, in questo primo trimestre di campagna vaccinale, se ne sono viste poche e ritardi maggiori di qualche giorno – è meglio essere chiari – sarebbero difficilmente gestibili anche per il Friuli Venezia Giulia, ma una manciata di indicazioni precise si possono comunque già trarre. L’azienda più puntuale, e capace anche di recuperare quasi l’intero gap accumulato a inizio anno, è Pfizer.

L’azienda americana, infatti, consegna le fiale ogni martedì e non soltanto è quella che è stata, di gran lunga, in grado di fornire il maggior numero di dosi (più o meno 188 mila) al Friuli Venezia Giulia, ma pure quella che deposita i vaccini direttamente in regione, senza passare per Roma. Una differenza, questa, non banale rispetto a quello che accade, invece, con Moderna e AstraZeneca.

Le due case farmaceutiche, infatti, consegnano le fiale a Fiumicino, da qui passano all’hub nazionale di Pratica di Mare e poi vengono distribuite dall’esercito alle varie regioni entro un paio di giorni dal loro arrivo. Attenzione, poi, al fatto che di Moderna, a causa dei contratti iniziali firmati in sede comunitaria, siano arrivate davvero poche fiale – 20 mila, comprese 10 mila soltanto giovedì – con la Regione che, quindi, deve utilizzarle con il contagocce per garantire i richiami.

I drastici tagli alle forniture di AstraZeneca, invece, sono costate decine di migliaia di dosi al Friuli Venezia Giulia, ma quantomeno il fatto che i richiami del vaccino anglo-svedese vadano effettuati a tre mesi di distanza dalla prima inoculazione fa sì di poter utilizzare le fiale senza particolari patemi di sorta.

Le prossime settimane

Da martedì avenerdì sono arrivate in Friuli Venezia Giulia 23 mila 400 dosi di Pfizer, 10 mila di Moderna e 24 mila 700 di AstraZeneca a completare le consegne del primo trimestre dell’anno che, da contratto, termina il 3 aprile. La struttura commissariale, inoltre, ha comunicato le dotazioni previste per le prossime settimane con Pfizer che continuerà, stando almeno ai programmi attuali, a farla da padrone.

L’azienda statunitense, nel dettaglio, consegnerà 35 mila 100 dosi martedì, 36 mila 270 il 13 aprile e 33 mila 930 sia il 20 sia il 27 del mese. Decisamente minore, quindi, l’apporto previsto da AstraZeneca che ha in cantiere la consegna di 6 mila 400 dosi sabato prossimo, 6 mila il 17 e 9 mila 900 il 24.

E se Moderna non ha ancora comunicato la data di arrivo di 9 mila 600 vaccini, resta da capire quando e in che quantità arriveranno quelli targati Johnson&Johnson. Il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, ha parlato di 400 mila dosi in consegna in Italia per la seconda metà di aprile, probabilmente il 19. Secondo il classico calcolo del 2% che spetta, di norma, al Friuli Venezia Giulia, pertanto, il vaccino monodose in regione dovrebbero attestarsi, in questo mese, sulle 8 mila unità. —


 

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