A Pordenone lunghe code per vaccinarsi a Pasquetta: attesa di un’ora, immunizzati altri 1.300

Attivate dieci postazioni su dodici. Viaggio tra le persone timorose per le reazioni, ma felici per essere protette dal contagio

PORDENONE. Solitamente i parcheggi di viale Treviso sono occupati in occasione di manifestazioni, invece lunedì 5 aprile c’era il pienone sebbene in Fiera non ci fosse alcun evento. «Ben più di un evento, qui veniamo a proteggere la nostra salute». E non importa se per farlo occorre attendere all’aperto, in strada – sotto il sole al mattino o con il vento freddo il pomeriggio – anche un’ora rispetto all’orario prefissato: «Anche due ore, in cambio di vita e libertà». Pareri unanimi tra i 1.300 che lunedì 5 aprile sono stati chiamati nei padiglioni della fiera per la vaccinazione anti Covid-19. E che importa se l’operazione avviene in un giorno festivo: «Si poteva fare altro?», ironizza qualcuno rievocando grigliate e scampagnate che non si ripetono per il secondo anno.

Lunedì e venerdì si vaccina in viale Treviso per la seconda settimana. A “regolare” il traffico pedonale ci sono i volontari della protezione civile di Pordenone e Fiume Veneto, sei per ciascuno dei due turni. «Se ci sono persone in difficoltà le aiutiamo, portando anche le sedie all’esterno. Certo, ci vuole un po’ di pazienza».



Al mattino il ritardo era sui 30-40 minuti, al pomeriggio superava l’ora. Giusto per fare un esempio, i convocati per le 15.15 sono stati chiamati alle 16.30. Ma le lamentele si sono contate sulle dita di una mano: «È un momento così bello, non lo rovinerà nemmeno l’attesa di un’ora». Scrive Paola Z. sulla sua pagina social: «Tre quarti d’ora in piedi. Sono arrabbiata». Liviana C.: «A me hanno dato una sedia che poi ho ceduto a un’altra persona che era più fragile di me. Ma almeno ho potuto riposare un po’».

Si sono vaccinati anche i genitori del consigliere regionale dem Nicola Conficoni: «Mia madre aveva appuntamento alle 12.09, mio padre alle 12.21. Mia madre è entrata per l’accettazione verso le 13.10, mio padre verso le 13.30. Considerata l’importanza dell’atteso appuntamento, sono contenti che sia finalmente arrivato il loro turno e non si sono certo lamentati di essere stati ricevuti con un’ora di ritardo. Grazie agli operatori sanitari e ai volontari della protezione civile».

Struttura a pieno regime, per tutto il giorno: dieci postazioni su dodici operative, quattro al triage e altrettante all’accettazione, dove viene assegnata anche l’eventuale data di richiamo. «Sì, molti provano a chiedere se è possibile fare un vaccino alternativo ad AstraZeneca, poi desistono. Il vaccino si assegna in base a chiari criteri medici. Comunque, nessuno ha rinunciato».

In coda c’è Guido di Polcenigo: «Lo faccio e non ho paura. Ma temo che a fine anno saremo ancora qui, daccapo». Agostino Palazzo, 76 anni, di Pordenone: «Un po’ di timore c’è, speriamo che dopo ci diano il via libera. Io e mia moglie, che si vaccinerà a maggio, siamo in pensione e trascorriamo l’estate nel nostro paese d’origine, a Matera. Vorremo finalmente tornarci». Antonello, di San Quirino, convive con la mamma fragile e per questo viene vaccinato a 59 anni: «Un po’ di ansia c’è, speriamo che vada tutto liscio. Vedo in giro, purtroppo, tanti “negazionisti” che ne vogliono sapere più degli scienziati: probabilmente sono stati tanto fortunati da non essere mai entrati in contatto con malati».

Pasquetta di gioia anche per l’attrice teatrale Carla Manzon: «Prima dose di vaccino fatta! Oggi è una gran bella giornata», ha scritto sui social.E così, a quanto pare, è stato per molti.


 

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