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Vaccinazioni a Pasquetta all'ente Fiera: tempi d'attesa superiori anche alle due ore

In fila a Martignacco volontari della Protezione civile e conviventi di persone fragili. «Giornata da ricordare, solo così si può ripartire»

UDINE. Una Pasquetta diversa per 1.300 friulani. Da ricordare, perché lunedì 5 aprile hanno ricevuto la prima dose di vaccino. In fila all’Ente Fiera di Martignacco in attesa di quello che per molti «è l’inizio di un ritorno alla normalità». Luca Venier ha 20 anni. E da due è entrato nella Protezione civile di San Lorenzo Isontino. «Sono felice di aver colto questa occasione anche se avrei preferito che ne avessero avuto la possibilità le persone che hanno più bisogno e necessità di me» aggiunge. Pensando prima agli altri, come sempre. La solidarietà, del resto, fa parte del dna dei volontari.

C’è chi in prima linea nel portare aiuto alle persone lo è da vent’anni. Come Livio Casanova, 69enne di Ravascletto, caposquadra del gruppo locale della Pc. «Viviamo nella speranza che questa epidemia finisca – afferma –. Siamo davvero tutti molto stanchi». Si aspetta il proprio turno. Bisogna avere pazienza. L’attesa come confermano Stefano Zin, 64 anni e la moglie Paola Bertossi, coetanea di Tricesimo «supera le due ore abbondanti. Noi avevamo appuntamento alle 13.15 e ci hanno chiamato verso le 15.30». «Siamo sollevati, per ora al 50 per cento – aggiungono con un sorriso – in attesa di esserlo al 100 per cento quando riceveremo la seconda dose. È stata una Pasquetta diversa, che non ci dimenticheremo».

Anche Luana Svict, 36 anni ucraina che lavora a Udine come assistente gli anziani, ha aspettato per quasi due ore e mezza il suo turno. «Sono contenta di averlo fatto – assicura –, questo mi consente di poter lavorare con maggiore serenità e tranquillità». Stesso tempo di attesa anche per Elena Buttazzoni, 29enne di Corno di Rosazzo. Ha appena ricevuto il vaccino come la sua mamma Manuela Imperatore, 60enne. Sono sedute una accanto all’altra (parenti di un familiare fragile) e la si percepisce subito la loro felicità. «Sì – conferma Elena –, era un giorno che aspettavo veramente da tempo e sono contenta che finalmente sia arrivato. Io per lavoro viaggio molto e quindi ora spero di potermi spostare con maggiore sicurezza e soprattutto di tornare a farlo come una volta, anche per piacere e divertimento».



Lunedì 5 aprile dunque, medici e infermieri, così come i volontari sono stati impegnati nella campagna di immunizzazione nel capoluogo friulano. Suor Luigina Bettega, 72enne, del convento di Orzano di Remanzacco attende il suo turno. «È l’unico mezzo per poter uscire da questa situazione – spiega – per poter ci incontrare di nuovo. Sono molto grata che mi venga data questa possibilità». Una giornata che in molti ricorderanno. Come Ennio Dal Bo, 61 anni, per 15 capogruppo della Protezione civile di Buttrio, in cui adesso opera come volontario. Ricorda il primo lockdown, l’assistenza agli anziani, le difficoltà quotidiane. «Dobbiamo uscirne – dice – e anche in fretta. E vaccinarsi ci consentirà di tornare alla normalità. Non c’è alternativa. Del resto non può piovere per sempre». —


 

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