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Brusaferro a Cividale: “Dalla pandemia usciremo con i vaccini, la tempestività e la fiducia”

CIVIDALE. Il paradigma per dare risposta all'emergenza sanitaria si compone delle voci vaccini, tempestività, massività e fiducia, nella consapevolezza che «è un miracolo» ritrovarsi con l'arma anti-Covid a solo un anno dall'inizio di «una corsa contro il tempo, una sfida partita letteralmente da zero», e che le Agenzie europea e italiana del farmaco monitorano costantemente gli effetti dei sieri, analizzando tutte le evidenze che via via affiorano e fornendo i relativi rapporti, «dei quali bisogna fidarsi».

Cividale, il professor Brusaferro accompagna la madre alla vaccinazione

Il professor Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di sanità e portavoce del Comitato tecnico scientifico, declina in questi termini l'analisi del frangente e delle prospettive sul breve e medio periodo.

Lo fa nella cornice del palazzetto polifunzionale di Cividale, nella giornata - quella di martedì 6 aprile - dell'ottava tornata vaccinale riservata agli anziani, sia per i richiami agli ultraottantenni (fra loro anche la madre del professore, ragione della sua presenza nella struttura) che per l'inoculazione della prima dose a cittadini rientranti nella fascia d'età 75-79 anni.

E il leitmotiv, nelle dichiarazioni del luminare, è uno: «La scommessa - ripete più volte - è avere più vaccini possibile, per garantire una copertura di massa nel minor tempo possibile. E' questa la via d'uscita».

Parola d'ordine accelerazione, dunque. Il resto poi, fa intendere, arriverà a cascata, in base agli sviluppi. E sembra rientrare nel novero, a giudicare dalla cautela con cui Brusaferro si esprime sul punto, la revisione dei parametri sulla base dei quali si determina l'inserimento delle regioni in una determinata fascia di rischio, con conseguente catalogazione cromatica.

«C'è un tavolo tecnico che si occupa di questo aspetto e che valuterà attentamente i dati alla luce dell'evoluzione della situazione epidemiologica, anche in rapporto allo stato di avanzamento delle vaccinazioni», afferma il presidente dell'Iss.

E in merito ai dubbi e ai timori legati al vaccino AstraZeneca, che stanno rallentando l'adesione alla campagna vaccinale da parte della categoria cui la stessa è ora rivolta, rassicura: «Ogni vaccino, prima di essere autorizzato e dunque immesso sul mercato, è sottoposto a un rigido iter di accertamento della sua sicurezza.

E' chiaro - puntualizza - che si tratta di farmaci nuovissimi, che vanno monitorati sui grandi numeri, in Italia come nel mondo: solo così si otterrà una "mappa" che permetterà di perfezionarli nel tempo.

Lo scetticismo però non ha ragione di esistere: vaccinarsi, ripeto, è l'unica strada per uscire dalla pandemia».

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