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Vaccini, la situazione in Friuli Venezia Giulia: verso le prenotazioni anche per la fascia 65-69, ecco chi ha aderito meno alla campagna in regione

La Regione potrebbe aprire in settimana le prenotazioni per chi si potrà poi immunizzare da maggio

UDINE. La Regione adesso pensa a un’ulteriore apertura delle agende vaccinali, dopo quella della scorsa settimana, e riservata a coloro che hanno già compiuto, oppure compiranno nel 2021, tra 65 e 69 anni. La bassa, o almeno non eccelsa, adesione dei 70enni alla campagna vaccinale, testimoniata anche dal numero di fiale di AstraZeneca contenute nei magazzini della Direzione Salute, sta, infatti, convincendo Massimiliano Fedriga e Riccardo Riccardi delle necessità di ampliare ulteriormente la platea di chi ha, attualmente, il diritto a essere immunizzato.

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Settantenni sotto il 60%
I numeri, giorno dopo giorno, cominciano a essere impietosi e dicono che la platea dei 70enni è quella che, dopo gli over 90, sta rispondendo, come fascia d’età, con meno entusiasmo alla chiamata alle vaccinazioni nonostante sia tra quelle maggiormente esposte al rischio di ricovero, e anche di morte, nel caso di contagio da coronavirus. Analizzando i dati regionali, che questa volta non sono suddivisi per categoria bensì per delta di popolazione, si scopre infatti che su 143 mila 506 settantenni residenti in Friuli Venezia Giulia, al momento hanno aderito in 83 mila 476, pari al 58% del totale. Qualcosa di più di quanto immaginato fino a qualche giorno fa, visto che come immaginato una parte rientra tra categorie come quella dei vulnerabili oppure del personale socio-sanitario catalogate in maniera differente alle prenotazioni per età anagrafica, ma distante da quell’obiettivo del 70% che la Regione riteneva essere realistico al momento dell’apertura delle agende vaccinali in parallelo a quelle riservate ai cittadini maggiormente vulnerabili e ai loro caregiver.

PER APPROFONDIRE:

Le altre fasce d’età
L’analisi anagrafica, e non più legata alle categorie, permette di verificare l’andamento delle singole fasce e di capire, quindi, chi si sta muovendo con maggiore, oppure peggiore, entusiasmo nella campagna vaccinale. Certo, non va dimenticato come alcuni dati possano essere dopati dalle professioni – pensiamo ad esempio a quanti sanitari rientrano nella fascia tra 50 e 59 anni che ha già aderito per il 16% del totale alla campagna –, ma i numeri complessivo restano comunque validi come metro di paragone. E questi dicono che, come accennato, le maggiori difficoltà, considerato che parliamo di fasce d’età all’interno delle quali si possono prenotare tutti, si registrano proprio tra i 70enni e tra gli over 90 con quest’ultimo parziale che parla di appena il 45% che ha richiesto il vaccino.
 

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Va decisamente meglio, invece, tra gli 80enni dove si raggiunge il 71% degli aventi diritto. In linea generale, invece, sono il 23% i cittadini del Friuli Venezia Giulia – comprensivi anche degli under 16 attualmente non immunizzabili con i vaccini in commercio – che hanno già richiesto di essere vaccinati. In parallelo alle adesioni, ovviamente, viaggiano anche le inoculazioni nei centri aperti in regione. Prendendo come metro di riferimento l’intera platea dei potenzialmente vaccinabili, e non quella di chi si è prenotato, si ottengono dati che andrebbero corretti verso l’alto, perché ci si dovrebbe basare sulle adesioni, ma che contengono comunque una serie di cifre non banali. Si scopre, ad esempio, che al 50% degli over 80 è stata somministrata almeno una dose con il 32% che ha effettuato anche il richiamo, mentre complessivamente i residenti in regione con quantomeno un’iniezione sono il 14% e quelli con la doppia esattamente la metà, cioè il 7%.

L’andamento lento della campagna vaccinale tra i 70enni è testimoniato anche dalle riserve di AstraZeneca in magazzino. Se, infatti, quelle di Pfizer non superano il 3% delle dosi consegnate, il vaccino dell’azienda anglo-svedese con cui si immunizza chi ha tra 70 e 79 anni viaggia attorno al 43% delle scorte inutilizzate. Pare dunque logico, dunque, che se la situazione non dovesse mutare da qui ai prossimi giorni la Regione aprirà le agende vaccinali anche per la fascia compresa tra 65 e 69 con le vaccinazioni vere e proprio che dovrebbero partire però non prima di maggio. Una fetta di popolazione, questa, che verrà immunizzata, al netto di casi particolari, sempre con AstraZeneca e che non avrà alcun riflesso dall’eventuale, e possibile, nuovo utilizzo riservandolo a coloro che hanno più di 60 anni.

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