Tornano in aula migliaia di studenti, vaccinato l'88% del personale scolastico: quarantena, doposcuola e tutte le regole anti-contagio da rispettare

Rientro in classe per migliaia di alunni, ancora incerta l’attivazione del doposcuola Ogni sede ha i un numero telefonico di emergenza per la segnalazione dei contagi

UDINE. Migliaia di bambini degli asili nido, delle materne, delle elementari e della prima media tornano a scuola e trovano quasi l’88 per cento del personale vaccinato. Oltre 25 mila tra insegnanti, bidelli, tecnici e amministrativi, hanno prenotato la vaccinazione in Friuli Venezia Giulia. L’87,9 per cento ha già ricevuto la prima dose di Astrazeneca, 19 anche la seconda.

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Trattandosi del vaccino di Oxford il numero della seconda dose è basso perché è prevista tra 28 e 84 giorni dalla prima. Il fatto che una percentuale così elevata del personale scolastico abbia aderito alla vaccinazione garantisce una certa sicurezza alle famiglie e ai dirigenti scolastici che stanno applicando le misure anti contagio.

Il doposcuola
Il piano anti contagio è lo stesso che è stato applicato a settembre per l’apertura dell’anno scolastico. «Rispetto all’organizzazione applicata prima dell’ingresso in zona rossa non cambia nulla» assicura l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, nel ricordare che saranno riattivate anche le mense. L’unico dubbio resta sul riavvio dei doposcuola. Il decreto non li esclude, ma nel dubbio, anche perché in questo caso la competenza non è della Regione, l’assessore, ancora venerdì scorso, ha chiesto al prefetto, Valerio Valenti, come va interpretata la norma. Secondo l’interpretazione del decreto è consentito «l’accesso di bambini e ragazzi a luoghi destinati allo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, anche non formali, al chiuso o all’aria aperta, con l’ausilio di operatori cui affidarli in custodia e con obbligo di adottare appositi protocolli di sicurezza predisposti in conformità alle linee guida del Dipartimento per le politiche della famiglia».

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Considerato però che la competenza sulla riaperture delle scuole è stata affidta ai prefetti, Rosolen ha fatto presente a Valenti «le possibili criticità relative all’apertura di attività comunque para scolastiche o di analoghe attività organizzate da soggetti pubblici, privati o del terzo settore». Sul tema lo stesso prefetto si è riservato di porre il quesito al ministero dell’Interno, ma da Roma non è ancora arrivata alcuna risposta. «A quanto sembra – spiega l’assessore – non essendo espressamente vietati possono essere autorizzati, ma deve dirlo il ministero dell’Interno». In questo momento, quindi, non è ancora certo che il servizio venga ripristinato.

Pluriclassi
L’altra incertezza è quella sulle pluriclasse presenti, non in molti casi, soprattutto nelle zone montane. In alcune scuole medie con pochi iscritti, infatti, nella stessa classe seguono le lezioni gli allievi di prima, seconda e terza classe. «In questi casi i ragazzi di seconda e terza classe devono rientrare o continuare a seguire lezioni a distanza?» chiede l’assessore, ma anche su questo punto mancano ancora le risposte.

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Le misure anticontagio
Alle ormai consuete misure anticontagio, entro stasera ogni scuola avrà attivato un numero di telefono di emergenza a cui il preside o i suoi collaboratori risponderanno a qualsiasi ora nel caso di emergenze derivanti da infezioni da Sars-Cov2. «Abbiamo avviato una raccolta di numeri di telefono di emergenza – spiega la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame – stiamo raccogliendo questi numeri di cellulari anonimi da mettere a disposizione dei Dipartimenti di prevenzione per contattare le scuole nel caso di contagi».

Quarantene
Resta tutto invariato anche per quanto le allerte che scattano in presenza di alunni contagiati. «Il Dipartimento di prevenzione nel caso di positività di un alunno, docente o altro personale scolastico, nel caso della sussistenza delle condizioni che individuano un contatto a rischio con una classe o parte di essa, e della oggettiva difficoltà nel caso di bambini potenzialmente contagiati dal virus Sars CoV 2 di isolarsi efficacemente dai compagni di classe da un lato e dai familiari conviventi dall’altro, può disporre quarantene della durata di 14 giorni dall’ultimo contatto con l’alunno, il docente, il personale positivo per la classe “bolla” e il gruppo di alunni individuati dal referente Covid della scuola come potenzialmente a rischio» recita la circolare emanata dalla direttrice della Direzione regionale salute, Gianna Zamaro. La stessa misura scatta anche nel caso di contagio di un genitore impossibilitato a isolarsi rispetto al resto della famiglia.



Scuole superiori
Le classi seconde e terze delle superiori di primo grado e le scuole superiori di secondo grado restano ancora chiuse. Tranne poche eccezioni, la maggior parte degli studenti continueranno a seguire le lezioni da casa. Continueranno a farlo fino a quando la regione non passerà in zona arancione. Ma siccome i dati dei contagi sono in calo, l’assessore Rosolen non esclude che venerdì la Cabina di regia autorizzi la riapertura delle scuole per lunedì prossimo. «Come a febbraio e a ottobre, ci prepariamo ad aprire le scuole superiori al 50 per cento» conferma Rosolen secondo la quale i presidi applicheranno i piani già sperimentati in passato e quindi non avranno alcun problema a riorganizzare la didattica in presenza al 50 per cento.

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