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È morto Renato Vanino, avvocato gentiluomo: aveva insegnato alle scuole superiori, esempio di correttezza e sobrietà

TOLMEZZO. Addio all’avvocato gentiluomo Renato Vanino: aveva 91 anni e si è spento dopo una breve malattia all’ospedale di Tolmezzo, assistito dall’affetto dei suoi cari. I funerali saranno celebrati mercoledì 7 aprile, alle 10, in duomo a Tolmezzo, cittadina dove viveva dal 1960 e dove lascia la moglie Luciana (che aveva sposato 61 anni fa), le figlie Patrizia, pure avvocato, e Chiara, insegnante, e l’adorata nipote Martina. Renato Vanino era nato a Paluzza. Frequentò il Ginnasio al Collegio Salesiano di Tolmezzo, dove si distinse come studente dotato, ma anche come abile giocatore di pallone, tanto che gli fu proposta una carriera calcistica che rifiutò, non volendo distrarsi dagli amati studi, che proseguì con successo al liceo Stellini di Udine. Si iscrisse poi alla facoltà di Giurisprudenza. Fu allievo del professor Crisafulli e di Aldo Moro, che incisero sulla sua formazione intellettuale, civile e umana.

Si laureò a Ferrara nel 1957. Svolse la pratica forense nello studio dell’avvocato Alberto Cosattini di Udine, che ne apprezzava la vivacità culturale, la finezza mentale, la versatilità di appassionato di storia, arte, letteratura. Conseguì la specializzazione in diritto del lavoro e sicurezza sociale, il diploma del Centro informazioni sulle Comunità europee, l’abilitazione all’insegnamento di diritto ed economia prima e, ancora, alla cattedra di lettere, storia, filosofia e lingua francese. Insegnò per molti anni alle scuole superiori di Tolmezzo e fu spesso chiamato nelle commissioni d’esame di maturità al Malignani di Udine e quale proboviro in varie società della Carnia. Ma fu soprattutto, per oltre cinquant’anni, avvocato, con studio a Tolmezzo. Spaziava con maestria in ogni ramo del diritto. A colleghi e magistrati rimangono impressi il suo valore e la sua correttezza: esempio di deontologia e sobrietà specie per i colleghi più giovani.

L’avvocato Francesco Marcolini fece il praticantato con lui e lo descrive come un professionista con grandi doti di umanità e disponibilità. «Quando superai l’esame di Stato – rammenta – fu grande festa in studio, era contentissimo. Mi aveva accolto come un figlio, mi sono trovato benissimo e anche quando mi sono messo in proprio, siamo sempre rimasti in contatto». L’avvocato Barbara Comparetti, già presidente dell’Ordine degli avvocati di Tolmezzo, definisce Vanino un gentiluomo di altri tempi che nel lavoro sapeva interessarsi di tutto. Giuliano Cremese nei 17 anni in cui fu giudice del tribunale di Tolmezzo conobbe l’avvocato Vanino e lo tratteggia come un professionista onesto e competente. Dopo la pensione, Vanino si dedicò agli affetti, rilesse con passione i classici della letteratura italiana e inglese e testi in greco e latino, visitò mostre di arte e si dedicò a ricerche storiche su antiche famiglie di Paluzza e sulla tradizione religiosa in Friuli, specie sulla liturgia patriarchina. Maria Rosa Rinaldi, sua cara amica, lo ricorda «per l’esempio di persona seria, garbata e corretta. Un gentiluomo che ha migliorato con discrezione e saggezza questa comunità».

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