Gli ambulanti protestano per le restrizioni della zona rossa



UDINE. Non possono vendere nulla, ma sabato 10 saranno comunque presenti con i loro banchi in viale Vat e in piazza XX Settembre. Gli ambulanti friulani e veneti sono stremati dalle restrizioni anti-Covid, e in particolare quelli che con la zona rossa non hanno la possibilità di lavorare.

«Abbiamo inviato un’informativa a questura e prefettura - rende noto Gilberto Marcolin, presidente regionale del Goia, il Gruppo organizzato indipendente ambulanti - avvisando che sabato saremo regolarmente al nostro posto, e non solo chi ha i banchi di prodotti alimentari, ma anche chi propone intimo, abbigliamento e prodotti per la ferramenta.

Non venderemo nulla, in quanto non vogliamo violare le norme in vigore per le zone rosse, ma abbiamo intenzione di far capire alle persone quanto queste restrizioni ci penalizzino.

Siamo tra coloro che garantiscono maggior sicurezza, operando all’aperto, e nonostante tutte le precauzioni prese per mantenere le distanze tra le persone e per la sanificazione, non ci lasciano lavorare».

Sabato scorso un gruppo di ambulanti ha manifestato tra i banchi di viale Vat, con cartelli in mano e slogan contro il governo romano. Tutto si è svolto nella massima tranquillità, ma la tensione, tra gli addetti ai lavori, sta crescendo, come dimostrano gli scontri avvenuti ieri nelle grandi città e davanti al Parlamento.

«Ci sentiamo penalizzati - aggiunge Marcolin - com’è possibile che un negozio di intimo possa restare aperto, mentre un banco con gli stessi prodotti non possa lavorare? Non chiediamo grandi cose, solo parità di trattamento.

La nostra battaglia non è contro le Regioni, ma contro lo Stato, che con i dpcm ci sta rovinando. Abbiamo solo doveri, visto che le tasse le dobbiamo pagare, ma nessun diritto».
Marcolin, come molti altri ambulanti, è certo che ci sia un disegno per far scomparire la categoria. «Abbiamo un peso economico rilevante, ed evidentemente diamo fastidio - evidenzia il presidente del Goia -. Non ci arrendiamo e continueremo a far sentire le nostre ragioni».
A Udine, nel mercato di viale Vat, il Gruppo organizzato indipendente ambulanti è rappresentato da Dino Contro. Anche lui impossibilitato ad aprire il suo banco di capi di abbigliamento a causa delle regole della zona rossa.

«Il 60% delle attività di viale Vat non è di tipo alimentare - assicura l’ambulante - quindi a non poter lavorare siamo in tanti. Il mercato è all’aperto, ed è uno dei luoghi più sicuri per fare la spesa.

Chi opera nelle piazze non va penalizzato. Ci sentiamo i più bistrattati, ed è per questo che abbiamo costituito il Goia, per difendere in autonomia i nostri interessi. Pretendiamo pari condizioni: o tutti aperti, o tutti chiusi, basta con le disparità. Abbiamo finito i soldi, ormai ci hanno costretto alla canna del gas».

Nella protesta degli ambulanti sono coinvolti non solo gli operatori friulani ma anche quelli veneti, molti dei quali frequentano abitualmente le piazze di Udine e dintorni. Sabato la loro rabbia arriverà in città. —

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