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Vaccini, l'obiettivo della Regione: «Arrivare a 10 mila iniezioni al giorno, in consegna altre 35 mila dosi Pfizer»

UDINE. L’obiettivo è sempre quello di provare ad alzare ulteriormente l’asticella arrivando a portare il Friuli Venezia Giulia a fine mese – in contemporanea al target fissato dal Governo a 500 mila vaccinazioni al giorno – alla quota di 10 mila somministrazioni quotidiane.

Non demorde, quindi, Riccardo Riccardi nonostante anche per il mese di aprile le dosi di vaccino in arrivo non siano certamente ancora tali da poter aprire a tutti (parliamo di probabilmente 160 mila unità ) e i continui dubbi, e aggiustamenti, su AstraZeneca rischino di rallentare l’iter delle adesioni alla campagna vaccinale.

«Attualmente in Friuli Venezia Giulia siamo tra le 6 mila e le 7 mila somministrazioni al giorno – ha detto l’assessore alla Salute – e con il modello organizzativo che abbiamo realizzato non ci sarebbero problemi ad aumentare il numero fino a 10 mila, cioè all’obiettivo fissato dal Governo, a patto che i vaccini ci vengano consegnati nei tempi programmati e in numero sufficiente. In questa regione stiamo mettendo in atto una gestione oculata della campagna vaccinale, equilibrando il rapporto tra numero di dosi disponibili e quelle da somministrare stilando una programmazione precisa, come ad esempio per questa settimana, che tenga conto della consegna di vaccino Pfizer che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. Nella fattispecie si tratta di circa 30 mila dosi».

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Per la precisione, e stando al cronoprogramma di consegne comunicato dalla struttura commissariale alla Regione, parliamo di 35 mila 100 dosi che rappresentano la prima tranche di Pfizer nel mese di aprile. In linea generale, inoltre, nel corso del mese l’azienda statunitense consegnerà 36 mila 270 dosi martedì 13 e 33 mila 930 sia il 20 sia il 27 del mese. Minore, invece, l’apporto previsto da AstraZeneca che ha in cantiere – al netto dei ritardi annunciati ieri e che dovrebbero però essere recuperati – la consegna di 6 mila 400 dosi sabato, 6 mila il 17 aprile e 9 mila 900 il 24. E se Moderna non ha ancora comunicato la data di arrivo di 9 mila 600 vaccini, resta da capire quando, e in che proporzioni, saranno disponibili quelli targati Johnson&Johnson anche se è probabile che nella seconda metà di aprile, e soltanto per questo mese, vengano consegnate non più di 8 mila dosi pari al consueto 2% delle 400 mila attese dall’Italia.

Fiale, queste, che serviranno a provare a premere ulteriormente sull’acceleratore in vista di maggio e, nel breve periodo, delle prossime aperture delle agende vaccinali a partire dalla fascia d’età di chi ha tra 65 e 69 anni. Successivamente, stando al piano nazionale aggiornato dal Governo Draghi l’11 marzo, toccherà alle persone con comorbidità di età inferiore ai 60 anni, senza quella connotazione di gravità riportata per le persone estremamente vulnerabili: volgarmente, cioè, agli esenti dal pagamento del ticket per patologie meno impattanti rispetto a quelle dei vulnerabili che, come noto, si stanno già vaccinando.

Allo stesso tempo, inoltre, dovrebbero aprirsi – sempre a maggio – anche le vaccinazioni nelle aziende concretizzando l’accordo stretto tra Regione e Confindustria, nelle scorse settimane, con la possibilità pure di allargarsi a un apporto, continuo, dei privati che, stando ai calcoli della Direzione Salute, sarebbero in grado di garantire un paniere di almeno 2 mila vaccinazioni in più al giorno – a un costo tra l’altro compatibile con quello dei medici di base – da sommarsi a quelle gestite dal pubblico.

Tra giugno e luglio, infine, dovrebbe toccare al resto della popolazione del Friuli Venezia Giulia che ha meno di 60 anni per quanto a quel punto – sempre consegne e adesioni permettendo – le fasce più a rischio saranno già coperte dal vaccino. E la regione dovrebbe vedere, nitidamente più vicina a sé, la luce in fondo a un tunnel imboccato ormai quasi 15 mesi or sono con il primo contagio ufficiale – era il 29 febbraio dello scorso anno – riscontrato all’interno dei confini del Friuli Venezia Giulia.

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