Addio a Vera Squarcialupi, senatrice del Pci ed eurodeputata

CAMPOLONGO. Amava il Friuli dove aveva casa, e in Friuli ritornerà per riposare accanto alla sua famiglia nell’amata Cavenzano di Campolongo. È mancata sabato a Milano, a 92 anni, Vera Squarcialupi, giornalista Rai dal 1955 al 1976, senatrice nel 1976 e nel 1996, ed europarlamentare nel 1979 e nel 1984 del Pci, prima, e del Gruppo Comunista Appartenenti, poi. Era stata anche componente dell’Agenzia per la protezione dell’ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori, della delegazione per le relazioni con l’Australia e la Nuova Zelanda, della delegazione per le relazioni con il Giappone. Il suo funerale è stato celebrato ieri a Milano e sabato la salma sarà inumata a Cavenzano.

Nata a Pola nel 1928 dal matrimonio tra l’ufficiale di cavalleria Guglielmo Squarcialupi, toscano di Arezzo, e Cecilia De Stefani di Cavenzano, la 92enne era molto legata al Friuli dove trascorreva, nella sua casa-museo della civiltà friulana, le sue estati. Quella casa diventata luogo di riferimento, approdo sicuro, nella vita nomade della famiglia Squarcialupi, dove spesso lei e i due fratelli hanno trascorso i momenti più gioiosi. Negli anni duri del secondo conflitto mondiale, la famiglia cerca rifugio a Cavenzano dove Squarcialupi fa la sua prima esperienza professionale come insegnante di cultura generale. Si laurea a Padova in storia dell’arte nel 1954 e si trasferisce a Milano. Brillante e intelligente, diventa giornalista Rai, esperienza che conclude l’11 maggio 1976, quando da inviata Rai, racconta il terremoto in Friuli.

Una data che segna il suo passaggio dall’attività professionale alla politica. Sposa il giornalista Marino Giuffrida, deceduto nel 1991. Per vent’anni Vera Squarcialupi occupa i più alti livelli della politica: eletta per due volte al Senato e per altrettante al Parlamento europeo. Tante le sue donazioni ai musei. I ricordi del padre Guglielmo sono andati al Museo militare di Palmanova, e quelli delle sue operose antenate al Museo della Civiltà contadina del Friuli orientale di Aiello. Su quegli oggetti Vera Squarcialupi ha anche scritto il libro “Un museo di persone e del loro amore”.

La 92enne trova anche il tempo per il restauro, rispettosissimo della forma originale, della casa di famiglia a Cavenzano. Su quella casa Squarcialupi ha un progetto e contatta l’amministrazione comunale, manifestando l’idea che diventi un museo per far conoscere agli studenti delle scuole il vissuto friulano dei secoli scorsi. Si concretizza in parte con la realizzazione di un documentario, coinvolgendo l’assessore Luciano Pinat, ma la pandemia blocca tutto. A Vera Squarcialupi viene concessa il 2 giugno del 1992 dal Comune di Campolongo la cittadinanza onoraria. Un premio arriva anche dall’associazione “Tormilaghis” che le assegna l’omonimo riconoscimento nel 2008. Commosse le parole di Alberto Urban, sindaco di Campolongo Tapogliano: «Ringrazio Vera per quanto ha lasciato in questo paese, ora spetta a noi portarlo avanti».

2

Articoli rimanenti

Accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

1€/mese per 3 mesi, poi 2.99€ al mese per 3 mesi

Attiva Ora

Sblocca l’accesso illimitato a tutti i contenuti del sito

Video del giorno

Hawaii, l'incontro inaspettato è da brividi: fotografo si imbatte in uno squalo bianco mentre nuota

Panino con hummus di lenticchie rosse, uovo e insalata

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi