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Comunali rinviate all’autunno Ritorna il voto in due giornate

L’assessore Roberti inserisce nella omnibus lo slittamento delle consultazioni Ridotto anche il numero di firme necessarie per la presentazione delle liste

UDINE. Lo slittamento delle elezioni Comunali in Friuli Venezia Giulia – comprese quelle di Trieste e Pordenone – previste inizialmente per la primavera diverrà ufficiale entro una manciata di settimane quando, cioè, il Consiglio regionale avrà approvato la nuova norma omnibus voluta dal centrodestra.

All’interno di questo testo di legge, infatti, l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti ha inserito l’articolo che, appunto, pospone le consultazioni riportando allo stesso tempo il voto su due giornate e riducendo il numero di firme necessarie alla presentazione di una lista elettorale. Roberti, entrando nel dettaglio, ha deciso innanzitutto che in via del tutto eccezionale, data l’emergenza pandemica ancora in atto, le elezioni «degli organi dei Comuni il cui mandato scade nel 2021 si svolgono in una data compresa tra il 12 settembre e il 14 novembre 2021». Quanto al giorno esatto, poi, l’assessore ha spiegato di voler attendere «le scelte del Governo sul resto d’Italia» per potersi, con ogni probabilità, adeguare fissando le consultazioni nella stessa data.


Attenzione, però, perché quest’anno «tenuto conto dell’esigenza di assicurare il necessario distanziamento sociale per prevenire il contagio da Covid-19, in occasione delle elezioni Comunali», come recita l’apposito comma di legge, si andrà al voto sia nella giornata di domenica sia in quella di lunedì. Nel primo caso le urne resteranno aperte dalle 7 alle 23, mentre nel secondo dalle 7 alle 15 con lo spoglio che, quindi, comincerà soltanto lunedì pomeriggio prima con le Comunali e quindi, soltanto a Trieste, con le Circoscrizionali.

Allo stesso tempo la norma modifica il numero di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste e delle candidature. La Regione ha ritenuto opportuno confermare anche per il 2021 l’esenzione dalla raccolta delle sottoscrizioni per i Comuni sino a 3 mila abitanti. Una decisione presa perché questa misura riguarderà quasi il 57% dei Municipi coinvolti nelle elezioni – esattamente 21 Comuni su un totale di 37 –, si ritiene, come si legge nell’introduzione della omnibus, che tale misura sia «pienamente rispondente alla finalità di assicurare il necessario distanziamento sociale». Ugualmente negli altri Comuni «si ritiene opportuno confermare la riduzione a un terzo del numero minimo di sottoscrizioni e della metà del numero massimo».

Entrando nello specifico delle disposizioni di legge, dunque, nei Municipi compresi tra 3 mila 1 abitanti e 5 mila la dichiarazione di presentazione delle candidature dovrà essere sottoscritta da un numero di elettori non inferiore a 10 e non superiore a 30. Un dato, questo, che sale fino a un numero di firme compreso tra 20 e 60 nei Comuni di popolazione compresa tra 5 mila 1 e 10 mila, tra 33 e 100 nei Municipi in cui i residenti non superano le 10 mila unità, non inferiore a 66 e superiore a 200 a Pordenone e, infine, in un range compreso tra 116 e 350 a Trieste. Vale la pena di ricordare come dei 37 Comuni chiamati alle urne, 33 siano sotto i 15 mila abitanti e quindi andranno al voto a turno unico, mentre quattro – Cordenons, San Vito al Tagliamento, Pordenone e Trieste – hanno una popolazione maggiore e possono andare al ballottaggio, a distanza di 15 giorni, nel caso in cui nessuno candidato sindaco raggiunga il 50% più uno dei voti a favore nel corso del primo turno. —


 

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