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Costi della pandemia e ristori: venti milioni alle case di riposo

Prima della fine dell’anno la Regione rivedrà anche il regolamento per l’accreditamento delle strutture 

UDINE. Un piano in due mosse, dal valore complessivo di 20 milioni di euro, per venire incontro alle esigenze, e ai problemi, delle case di riposo che in questo anno di pandemia hanno dovuto far fronte a una serie di costi per mettere a norma le strutture salvo poi pagare il conto, salato, di contagi e decessi che hanno portato a un calo di occupazione, medio, attorno al 30%.



Il grido d’allarme delle case di riposo della regione era stato lanciato, dai gestori, più o meno un mese fa chiedendo aiuto alla giunta per far fronte al crollo degli ospiti e, quindi, ai paralleli bilanci in rosso. L’assessore alla Salute Riccardo Riccardi aveva promesso l’intervento della Regione che, come comunicato ieri in videoconferenza ai rappresentanti delle case di riposo private e pubbliche, si concretizzerà in due interventi separati da, rispettivamente, 11 e 9 milioni.



«L’obiettivo comune è quello di riuscire a definire il percorso su alcuni temi strategici – ha spiegato il vicepresidente – come il riconoscimento dei costi Covid, con anticipazione del 70% di quanto spetterà alle singole strutture, e la messa a punto di un provvedimento destinato ai ristori per le mancate entrate nell’ottica di non costringere le strutture all’aumento delle rette. A tal fine le norme già vigenti mettono a disposizione circa 20 milioni di euro: 11 per i costi Covid e 9 per i ristori. Infine, su un piano più strutturale, intendiamo attuare la revisione del regolamento per partire con gli accreditamenti prima di gennaio».

Il via libera immediato, come spiegato da Riccardi, riguarderà la tranche di finanziamenti regionali destinati a coprire le spese sostenute per fare fronte all’emergenza Covid. Leggermente diverso, invece, è il discorso legato ai fondi pubblici per i ristori legati ai mancati introiti. «Stiamo iniziando a lavorare – ha evidenziato l’assessore alla Salute – a un provvedimento dotato di una certa solidità sul piano della conformità legislativa, considerata la complessità del sistema normativo italiano in materia. A breve fisseremo una serie di incontri con le realtà pubbliche, private convenzionate e non, per condividere un provvedimento complesso sul quale c’è l'impegno della Regione con un investimento importante».



L’incontro virtuale è servito anche per avviare un primo confronto sul ruolo dei servizi sanitari nelle strutture residenziali e sul tema della domiciliarità. «Argomenti – ha ribadito Riccardi – che verranno affrontati nella discussione della possibile revisione del regolamento, la cui elaborazione ha bisogno di tempi rapidi in considerazione anche dei prossimi passaggi a livello di Consiglio regionale». Relativamente alla necessità evidenziata di velocizzare i percorsi formativi per gli operatori socio sanitari, Riccardi ha rimarcato l’intenzione di utilizzare tutti gli strumenti a disposizione per venire incontro a questa esigenza.

Un discorso a parte, infine, merita l’andamento del contagio all’interno delle case di riposo. Se, infatti, quelle strutture si sono trasformate nel centro della diffusione del Covid nel corso della prima ondata – e pur in maniera minore anche della seconda –, adesso sono, probabilmente, i luoghi più sicuri della regione. Merito soprattutto dell’andamento delle vaccinazioni che hanno riguardato sia gli ospiti sia gli operatori. I numeri, d’altronde, dicono che se l’adesione alla campagna vaccinale ha toccato il 70% degli aventi diritto, la prima dose di farmaco Pfizer oppure Moderna è stato inoculato alla totalità degli ospiti delle strutture. Non soltanto, però, perché – a lunedì – l’82% di chi ha chiesto di essere protetto dal Covid aveva ottenuto anche il richiamo previsto dai protocolli nazionali e internazionali.



Non stupisce, dunque, se in queste ultime settimane i contagi all’interno delle strutture sono letteralmente crollati e con essi, ovviamente, sia i ricoveri in ospedali sia i decessi degli anziani. Un trend, peraltro, dimostrato, a titolo puramente esemplificativo, dai dati degli ultimi due giorni quando in Friuli Venezia Giulia non si sono registrati nuovi casi né tra gli ospiti né tra gli operatori impiegati nelle case di riposo. —

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