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Con la didattica a distanza peggiora il rendimento: lo sostiene il 17% dei presidi

Nelle superiori per il 22 % dei dirigenti l’apprendimento non migliora Alcuni segnalano studenti con difficoltà di concentrazione e connessioni difficili

UDINE. La didattica a distanza passa l’esame ma non a pieni voti. Confrontando i risultati ottenuti dagli allievi lo scorso anno, prima del lockdown, con quelli registrati quest’anno, nella maggior parte delle scuole non è stata rilevata alcuna differenza. Il 22,4 per cento dei presidi delle superiori e il 4,76 delle medie hanno riscontrato un miglioramento, mentre tra il 10 e il 17 per cento delle scuole elementari, medie e superiori hanno rilevato un peggioramento. Nelle superiori l’apprendimento è rimasto lo stesso degli scorsi anni nel 48 per cento dei casi. Questo il risultato del monitoraggio effettuato dal ministero dell’Istruzione, dall’1 al 15 febbraio scorso, al quale hanno partecipato 165 delle 167 scuole del Friuli Venezia Giulia.



Nel periodo monitorato, a eccezione delle classi in quarantena, oltre il 90 per cento degli alunni delle scuole dell’infanzia, delle elementari e delle media hanno svolto attività didattica in presenza, mentre nelle superiori la percentuale scende al 39 per cento. «È in corso un cambiamento di mentalità – ha spiegato la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Daniela Beltrame, alla sesta commissione consiliare – , le scuole vogliono valorizzare l’esperienza maturata nella didattica a distanza».

Tra i vantaggi della didattica a distanza, i presidi hanno segnalato «il potenziamento della dotazione tecnologica che ha consentito di utilizzare maggiormente i canali e gli strumenti digitali che altrimenti non si sarebbero adoperati», ha riferito la direttrice ricordando che la didattica a distanza ha migliorato le competenze digitali tra gli studenti e tra gli insegnanti. I docenti apprezzano le sedute online degli organi collegiali e il fatto che le lezioni online sono più accessibili per gli alunni con disabilità e per gli studenti più introversi.



Tra le criticità, invece, al primo posto i dirigenti scolastici hanno indicato l’impoverimento delle relazioni interpersonali, studenti svogliati, disinteressati tant’è che soprattutto gli stranieri non si sono connessi. «Non tutte gli studenti hanno la possibilità di seguire le attività online in un ambiente domestico adeguato» ha aggiunto la direttrice riportando le dichiarazioni dei presidi che lamentano un minor apprendimento per gli allievi più fragili. E ancora: l’uso dei dispositivi è stancante e porta a distrazioni frequenti. Durante le attività a distanza ad alcuni studenti manca il sostegno della classe per il mantenimento della concentrazione senza contare che anche gli insegnanti hanno difficoltà a mutare le metodologie didattiche. Ma non è ancora tutto perché alcune scuole segnalano «l’impossibilità di arrivare a una valutazione reale delle conoscenze e abilità acquisite, aggravata dalla difficoltà di connessione e l’aumento del rischio di prove non autentiche. A tutto ciò si aggiungono le difficoltà di connessione alla rete che spesso produce brusche interruzioni delle lezioni». Alcuni presidi lamentano la mancanza di materiali didattici orientati alla didattica a distanza con maggiori carichi di lavoro per i docenti.



A distanza anche il rappresentante del Coordinamento dei presidenti dei consigli d’istituto, Carlo Maria Caputi, ha chiesto certezze per il prossimo anno scolastico in termini di edilizia, trasporti, sistemi di areazione, formazione digitale per gli insegnanti e connettività. Sulla stessa lunghezza d’onda l’Anci regionale che sollecita la riapertura prima possibile di tutte le scuole di ogni ordine e grado. I presidenti dei Consigli degli studenti chiedono certezze anche sulle misure anti contagio da Sars-Cov2 visto che, nel corso della seduta, sono stati resi noti anche i dati registrati fino al 27 marzo. Dall’1 al 6 marzo c’è stato un momento in cui nelle scuole della regione c’erano 1.093 studenti delle medie in quarantena. Nelle superiori il picco più alto è stato toccato dall’8 al 13 marzo con 950 quarantene.



L’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, ha ricordato gli sforzi fatti dalla Regione anche per mettere in condizione i ragazzi di seguire la didattica online. Tant’è che «solo il 7,4 per cento dice di essere privo di dispositivi e il 4,9 per cento di non disporre della connessione adeguata». —

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