Contenuto riservato agli abbonati

Tornati a scuola migliaia di bambini e ragazzi a Udine e Pordenone. Protestano i genitori a Sacile: “Basta dad”

UDINE E PORDENONE. Dall’infanzia alle classi prime della scuola secondaria di primo grado: da mercoledì 7 aprile stop alla didattica a distanza per migliaia di bambini e ragazzi a Udine.

 Sono oltre 4.200 i frequentanti gli istituti comprensivi cittadini che sono rientrati in aula e hanno potuto rivedere compagni e insegnanti. C’è, tuttavia, da specificare che solo le scuole del III istituto comprensivo cittadino inizieranno le lezioni giovedì 8 perché, avendo cominciato l'anno scolastico con un giorno di anticipo, è stato deciso di posticipare, appunto a giovedì, il rientro dopo le festività pasquali.

A questi numeri si devono aggiungere quelli degli iscritti alle scuole paritarie udinesi.

Continueranno a fare lezioni davanti al pc o tablet, invece, gli studenti delle superiori e delle classi seconde e terze delle medie, che dovranno attendere il passaggio in zona arancione per la didattica in presenza.

E Buona la prima per ventimila alunni sui banchi di scuola in 27 istituti comprensivi nel Friuli occidentale: mascherina anti contagio, gel, ingressi scaglionati in aula anti assembramento e l’entusiasmo infilato nello zainetto.

PER APPROFONDIRE:

“Scuola per tutti subito”. La reclamano i genitori nel comprensivo a Sacile: hanno affisso sul cancello della scuola Balliana-Nievo le impronte dei figli e slogan.

“La casa non è una scuola – hanno spiegato le mamme Eleonora Lutterotti e Gloria Callarelli -. I nostri figli nelle seconde e terze classi nelle scuole secondarie e nelle superiori vanno avanti con lezioni a distanza: è ingiusto. Le scuole sono luoghi sicuri anti contagio Covid”.

Circa 19mila studenti a casa davanti al monitor del computer e tutti gli altri in aula: lezioni per tutti. “Lezioni regolari e massima attenzione alle norme anti Covid per gli alunni da 3 a 12 anni”.

I dirigenti scolastici Armida Muz e Piervincenzo Di Terllizi nei comprensivi sud e centro a Pordenone, i colleghi Nadia Poletto a Sacile e Flavio Piccolo a Fiume Veneto hanno gestito il rientro in sicurezza, dopo il lockdown.

“Mascherine per coprire naso e bocca, ingressi scaglionati nelle aule e la gioia di ritrovare i compagni – ha detto Poletto - è stata sempre a distanza di sicurezza”. In quarantena domiciliare alcuni alunni e pochi insegnanti a Pordenone e Fiume Veneto.

Vellutata di asparagi al latte di cocco

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi