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Atterraggio d’emergenza in un volo di prova: pilota friulano riceve la medaglia al valore

Il maggiore Simone Perricci, 38 anni di Lignano, sorvolava la Puglia con un sottufficiale. «L’aquila turrita sul petto è un orgoglio» 

LIGNANO. Competenza, sangue freddo e determinazione. Simone Perricci, 38enne di Lignano Sabbiadoro, le ha tutte.

Pilota istruttore del 61º stormo, la scuola di volo internazionale a Galatina, in provincia di Lecce, ha ricevuto dal ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, la medaglia di bronzo al valore aeronautico concessa con decreto del presidente della Repubblica su proposta del ministro della Difesa, per «atti di singolare coraggio e perizia compiuti a bordo di aeromobili in volo».

E nel caso del maggiore Perricci si è trattato di un atterraggio in emergenza eseguito un anno fa, mentre era in volo di prova sui cieli della Puglia con un sottufficiale tecnico. Improvvisamente un intenso rumore proveniente dalla parte posteriore del velivolo, accompagnato da significative vibrazioni che scuotevano l’aeromobile, l’impianto elettrico di bordo si spegneva e la cabina di pilotaggio subiva una rapida depressurizzazione.

Con il motore ormai spento il maggiore Perricci ha iniziato la fase di avvicinamento forzato alla base, eseguendo una serie di spirali sopra l’aeroporto, riuscendo perfettamente nell’atterraggio, evitando la perdita del mezzo di pregevole valore economico e operativo, assicurando l’integrità del sottufficiale tecnico a bordo e scongiurando altre peggiori conseguenze.
Un episodio gestito «in condizioni incredibilmente critiche – cita la nota ufficiale dell’Aeronautica – che hanno richiesto azioni immediate e risolutorie per garantire la sicurezza del personale e degli assetti coinvolti, nonché l’incolumità della popolazione locale».
Nato e cresciuto a Lignano Sabbiadoro, Simone Perricci è un bambino quando decide che da grande sarà un pilota militare, «ho sempre avuto una grande passione per il volo e per gli aerei, sin da quando ero piccolo – conferma il Maggiore – quando c’erano gli air show restavo dall’inizio alla fine con il naso all’insù a guardare gli aerei che si esibivano, in attesa delle Frecce Tricolori: ogni passaggio era un’emozione fortissima.

La vicinanza con la base di Rivolto, sede della nostra Pattuglia acrobatica nazionale, ha sicuramente contribuito a far crescere la mia passione, ogni volta che potevo, ci andavo».
Quindi il percorso di studi al Malignani di Udine prima e all’Accademia aeronautica poi e infine l’ingresso alla scuola di volo del 61º Stormo (sua attuale sede di servizio), «dove ti giochi tutto – dice Perricci –, sai che è il momento in cui puoi finalmente trasformare il sogno di una vita in realtà e quando finalmente ti appuntano l’aquila turrita sul petto, capisci che ce l’hai fatta, ti senti felice e orgoglioso per aver raggiunto un risultato così ambito. Oggi che sono diventato, a mia volta, istruttore di volo, è come se avessi realizzato un sogno nel sogno.

Ogni tanto ripenso a quando, bambino, mi incantavo a guardare le Frecce Tricolori che nel cielo disegnavano emozionanti figure acrobatiche: sapere che oggi faccio parte integrante di quell’eccellenza perché contribuisco alla formazione di quei piloti così bravi, mi fa sentire davvero orgoglioso e utile al Paese». 


 

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