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In Friuli vaccini per chi ha 60 anni: chi chiamare, come funziona la prenotazione e quali sono le categorie ammesse

UDINE. Avanti con AstraZeneca per le categorie già previste e per la fascia d’età 60-79, con caregiver e conviventi di persone vulnerabili fino ai 59 anni che, invece, potranno scegliere Pfizer e Moderna per l’immunizzazione. Da venerdì mattina, 9 aprile, inoltre, via libera alle aperture delle prenotazioni per chi ha più di 60 anni, come previsto dalle nuove disposizioni del commissario Francesco Paolo Figliuolo. La Regione, dunque, dopo la circolare – non proprio esauriente, a essere onesti – del ministero della Salute che raccomanda, ma non impone, l’uso di AstraZeneca per gli over 60 ha deciso come muoversi da qui alle prossime settimane.

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«Il ministero della Salute – ha detto il vicepresidente Riccardo Riccardi – ha confermato che l’utilizzo del vaccino AstraZeneca è approvato a partire dai 18 anni, ma in via precauzionale verrà utilizzato principalmente per gli over 60. Si tratta di una decisione assunta in via precauzionale che porta a una revisione rilevante della campagna vaccinale e a un contestuale ampliamento della platea dei soggetti al momento immunizzabili».

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L’apertura ai 60enni, categoria per la quale la Regione spera in un’adesione maggiore rispetto a quella dei 70enni, vale una platea di altri 157 mila cittadini potenzialmente vaccinabili. E se è vero che 24 mila di loro si sono già prenotati – perché ad esempio appartenenti a categorie a rischio – e 13 mila hanno pure ottenuto la loro prima dose, il numero di aventi diritto è particolarmente ampio. Non dovrà stupire quindi se, a fronte di una disponibilità di dosi di AstraZeneca che, tra fiale in magazzino e quelle previste in arrivo entro fine mese, non supera le 52 mila unità, gli appuntamenti per i 60enni difficilmente saranno fissati prima di metà maggio. «È chiaro che se poi dovesse esserci un’accelerata – chiosa Riccardi – e un aumento delle consegne di vaccino saremo pronti a rimodulare gli appuntamenti di conseguenza».

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AstraZeneca, dunque, verrà utilizzato per immunizzare chi ha tra 60 anni (nati nel 1961) e 79 (nati nel 1942) al netto di coloro, ovviamente, che sono affetti da particolari patologie cliniche. Il farmaco dell’azienda anglo-svedese, inoltre, continuerà a essere utilizzato anche per le categorie individuate come prioritarie nella prima fase della campagna vaccinale cioè personale universitario e scolastico, forze dell'ordine, militari e Protezione civile. Chi ha già prenotato l’appuntamento e rifiuterà AstraZeneca, in sintesi, finirà in coda alla campagna vaccinale e dovrà attendere la propria fascia d’età per poter essere immunizzato con altri vaccini.

Analogamente riceveranno lo stesso vaccino anche i caregiver e i conviventi di età superiore ai 60 anni dei soggetti fragili che hanno aderito alla campagna. Attenzione, però, perché la somministrazione avverrà soltanto nel caso di sottoscrizione del consenso informato prima dell’inoculazione mentre coloro che rifiuteranno Astrazeneca dovranno attendere la disponibilità di altri vaccini per la loro fascia d’età o categoria prioritaria. I caregiver e i conventi di soggetti fragili sotto i 60 anni, invece, potranno optare per il vaccino Pfizer oppure Moderna.

E se non cambierà nulla per over 80, persone vulnerabili e, per chi ancora manca all’appello, personale sanitario, delle Rsa e ospiti delle case di riposo – che continueranno a essere immunizzati con Pfizer e Moderna – non ci sarà alcun mix di farmaci per la seconda dose. Chi ha ottenuto la prima iniezione con AstraZeneca, cioè, effettuerà il richiamo a 12 settimane con il vaccino di Oxford. A coloro i quali, invece, è stato somministrato un farmaco a mRna, verrà effettuata la seconda dose con lo stesso vaccino, dopo 21 giorni, sia Pfizer oppure Moderna.

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