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Zona rossa e arancione, i nuovi colori delle regioni: ecco quali potrebbero cambiare

Domani il report del monitoraggio e le nuove ordinanze sui nuovi colori delle regioni. Significherebbe riaprire negozi, parrucchieri e centri estetici

UDINE. L’Italia si tinge di arancione e anche il Friuli Venezia Giulia spera nel cambio di colore. Dopo il lockdown di Pasqua e le quattro settimane – almeno per la nostra regione – in zona rossa, venerdì, 9 aprile, diverse aree potrebbero scendere di livello. Vuol dire riapertura dei negozi, dei parrucchieri e dei centri estetici. Ma vuol dire soprattutto libertà di spostamento nel proprio Comune.

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Le regioni che potrebbero tornare arancioni

Potrebbero tornare in zona arancione la Lombardia, ma anche l’Emilia Romagna e il Friuli Venezia Giulia. Sperano anche Piemonte e Toscana, ma dipenderà dalla situazione delle strutture sanitarie.
 

PER APPROFONDIRE. Rt e incidenza ogni 100 mila abitanti in calo, la Regione potrebbe uscire dalla zona rossa


Le regioni in zona rossa

Attualmente sono in zona rossa Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Puglia, Toscana, Valle Aosta. Tutte le altre regioni, invece, sono in arancione.

La bozza di monitoraggio per il Friuli Venezia Giulia

Scende ancora l'Rt del Friuli Venezia Giulia, così come l'incidenza dei casi ogni 100 mila abitanti e dunque adesso la Regione, stando a quanto assicurato la scorsa settimana da Massimiliano Fedriga dopo il colloquio con il ministro Roberto Speranza, spera di lasciare la zona rossa a partire da martedì 13 aprile.
 

Nella bozza di monitoraggio settimanale, infatti, l'Rt medio passa da 0.98 a 0.79 con l'incidenza di casi ogni 100 mila abitanti - da verificare comunque venerdì con i dati aggiornati - pari a 219, quindi sotto la quota-limite di 250 che vale l'automatica conferma della zona rossa.

Il miglioramento della situazione, inoltre, è testimoniato anche dal -23% dei casi registrati e dalla diminuzione dei tamponi positivi complessivamente accumulatisi in proporzione al totale dei test (scesi al 13%).


Ancora critica la situazione delle terapie intensive
Le note dolenti, invece, riguardano ancora il tasso di occupazione degli ospedali: le terapie intensive restano al 46% del totale, quelle in area medica scendono invece dal 53% al 47%. Entrambi i parametri restano quindi sopra la soglia limite ministeriale fissata, rispettivamente, al 30% e al 40%.

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