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Addio a Candusso, “l’artista” delle scarpe: era stato contagiato dal virus

SAN DANIELE. Per più di 60 anni la sua azienda è stata un compendio nel quale il talento, la capacità imprenditoriale e l’intuizione di Giuseppe Candusso hanno coniugato tradizione e innovazione, dando lavoro a decine di dipendenti.

Il fondatore della “Ferca 81” è morto giovedì 8 aprile all’ospedale di San Daniele, dove era stato ricoverato giorni fa, quando i sintomi del Covid si erano fatti più severi. Aveva 92 anni, festeggiati sommessamente il 17 marzo, in attesa della fine di una pandemia che lui non ha potuto vedere.

Una vita di successi, ma anche di duro lavoro quella di Candusso che nell’azienda, fondata nel 1960, ha investito la sua vita, coinvolgendo tre generazioni, ampliandosi e rinnovandosi fino a lanciare, nel 2007, il marchio “Le Babe” un brand che l’azienda esporta in tutto il nord Europa, portando l’hand made friulano anche oltreoceano, negli Stati Uniti e anche in Giappone.

In quell’industria, che ora conta una cinquantina di addetti, ma che ha raggiunto un organico di 75 persone, ben presto Candusso ha reclutato l’intera famiglia, i figli Paola, Gianni e Monica e, da ultimo, anche uno dei sei nipoti.

Eppure, il suo ruolo non è mai stato eguagliato da nessuno, assicurano i figli: non passava giorno che lui non andasse in azienda, per salutare i dipendenti che nelle ultime ore si sono stretti intorno alla famiglia, dispensare consigli, indirizzi e dare il proprio contributo con una competenza che l’età non aveva offuscato.

Recentemente, aveva rinnovato la patente ed era solito spostarsi in auto per manifestare un immutato attaccamento alla sua attività con una presenza attiva e costante.

Aveva dovuto rimboccarsi le maniche presto Giuseppe Candusso, rimasto orfano di padre quando era ancora un bimbetto, aveva assunto il ruolo di “capofamiglia” prendendosi cura della madre e delle due sorelle.

Approdato precocemente nel mondo del lavoro, il suo primo impiego in un laboratorio del distretto sandanielese che produceva pantofole era stato amore a prima vista. Un contesto, racconta la figlia maggiore Paola, «nel quale aveva imparato a creare modelli attingendo a un gusto e a una fantasia che gli erano propri».

Un fashion designer ante litteram in Friuli che nel 1960 – anno in cui sposò la moglie Neva – unì il proprio bagaglio di esperienze al sogno di avviare un’attività in proprio. Così nacque “Ferca 81”, con sede legale nella sua abitazione e quartier generale a Carpacco, dove riuscì a reclutare spazi e maestranze, molte delle quali hanno trascorso l’intera esistenza alle sue dipendenze.

«Con loro – sottolinea la figlia Paola – ha sempre mantenuto rapporti improntati alla correttezza e al rispetto che hanno instaurato nell’azienda, cresciuta in dimensioni e produzione, un clima quasi familiare».

Accanto alle pantofole create con cura artigianale che, nel tempo, hanno dovuto fronteggiare la concorrenza di prodotti industriali giunti dai mercati asiatici, si affiancarono le classiche ballerine e le calzature comode, innovate da uno stile non convenzionale, colorato e sfizioso, approdate anche in vendita diretta nel negozio di via Rialto a Udine.

Dietro a quei modelli c’erano le sapienti mani e l’inesauribile fantasia di Giuseppe Candusso, trasmessa ai figli. Una scomparsa, la sua, che genera un vuoto profondo fra dipendenti, collaboratori e nei familiari, che lo hanno visto per l’ultima volta in una videochiamata il giorno di Pasqua per uno scambio di auguri. Lo saluteranno sabato 10 aprile, alle 10.30, nel duomo di San Daniele. —

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