Contenuto riservato agli abbonati

Non ce l’ha fatta l’immobiliarista Dario, vinto dalla malattia a 77 anni

LIGNANO. Agente immobiliare nella città marittima per più di quarant’anni, Pietro Dario è morto giovedì mattina. Il settantasettenne è mancato a seguito di una malattia contro la quale ha combattuto negli ultimi dieci anni.

Un uomo tanto determinato e appassionato alla sua professione da aver lavorato nell’agenzia Friuli, che lui stesso ha fondato all’inizio degli anni Ottanta, fino a qualche giorno fa, prima che le sue condizioni si aggravassero a tal punto da farlo desistere. È così che lo descrivono i figli Deborah e Cristian Dario, ai quali il settantasettenne ha trasmesso la dedizione per il lavoro e la passione per il mestiere. Sono proprio loro due, infatti, che proseguiranno nell’attività di famiglia di via Latisana, a Lignano Sabbiadoro.


Originario di Enemonzo, territorio che gli è poi sempre rimasto nel cuore, Pietro Dario si è trasferito nella riviera friulana poco più che maggiorenne. Arrivato in città, dopo aver lavorato qualche anno in Svizzera, l’uomo è stato subito assunto nell’Impresa di costruzioni Sostero come agente, diventando ben preso il braccio destro del titolare. Sposata la moglie Gemma Rocca – con la quale ha contato cinquantadue anni di matrimonio – e una volta messo da parte un gruzzoletto di soldi, l’uomo si è messo in proprio avviando l’agenzia immobiliare di famiglia. «Mio papà era un instancabile lavoratore, si è fatto da solo e con tanti sacrifici ha aperto l’agenzia – spiegano i figli –: ha cominciato facendo la gavetta e poi è riuscito a mettere da parte qualche soldo, facendo sempre il massimo per noi. Ha sempre vissuto con tanto orgoglio e dignità, sia nel lavoro che nella malattia. All’apparenza era piuttosto burbero, un carnico doc insomma, ma in realtà era buono e disponibile con chiunque. È stato un papà severo, il necessario».

Dietro alla scrivania dell’agenzia per la maggior parte delle giornate, domenica compresa, il settantasettenne Pietro Dario si concedeva del tempo, però, per andare a caccia: «Era un momento solo per lui – racconta ancora la figlia Deborah Dario –. Era socio della riserva di caccia di Socchieve e questo hobby lo ha trasmesso anche a mio fratello». Per dare l’ultimo saluto all’uomo, che lascia anche i nipoti Nicolò, Federico e Giorgia, i funerali, nel rispetto della normativa anti contagio, saranno celebrati sabato mattina, alle 11, nella chiesa San Giovanni Bosco di Lignano Sabbiadoro.

Patate novelle croccanti con asparagi saltati, uova barzotte e dressing allo yogurt e senape

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi