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Dopo un mese il Friuli Venezia Giulia lascia la zona rossa e passa in fascia arancione dal 12 aprile

UDINE. La prima giornata di prenotazioni per i 60enni si chiude con un ottimo dato finale – pari a 29 mila 268 unità –, in linea con quanto avvenuto nel recente passato per gli over80 e i 70enni, con il trend, però, che andrà verificato nei prossimi giorni per capire se, esattamente come per la fascia d’età compresa tra 79 e 70 anni, dopo l’entusiasmo iniziale si andrà incontro a un rallentamento.

Intanto la Regione è pronta a lasciare ufficialmente, da lunedì 12, la zona rossa per entrare in quella arancione e l’assessore Riccardo Riccardi ha siglato l’accordo per il coinvolgimento nella campagna vaccinale delle case di cura private accreditate e di quelle ambulatoriali.

Prenotazioni dei sessantenni

Molto buona, come accennato, è stata la partenza per le prenotazioni della fascia d’età compresa tra 60 e 69 (mentre quelle per chi ha tra 70 e 79 anni sono state aperte da tempo). A parte un piccolo intoppo – cioè il sistema del Cup che inizialmente non riconosceva come aventi diritto i nati nel 1961 – e il classico sovraccarico delle linee del call center, le operazioni di prenotazione si sono svolte senza particolari patemi.

Dopo appena due ore dall’apertura delle agende, infatti, si era già toccata quota 9 mila 589. Una cifra, questa, cresciuta alle 12 fino a 22 mila 261 unità per chiudere, in serata, a 29 mila 268.

Numeri significativi soprattutto perchè, vale la pena ricordarlo, il paniere di possibili aventi diritto, in quella fascia d’età, è pari a 157 mila 888 persone di cui, però, 24 mila 160 – i dati sono aggiornati al 4 aprile – avevano già riservato la loro prenotazione in precedenza visto che, evidentemente, parte di una delle categorie già autorizzate a potersi vaccinare nel corso del primo trimestre dell’anno.

In zona arancione

Il Friuli Venezia Giulia, intanto, si appresta a lasciare la zona rossa – dopo un mese di permanenza – per rientrare in quella arancione. Un passaggio, valido almeno fino al prossimo monitoraggio settimanale, figlio di un insieme di fattori.

In primo luogo l’Rt della Regione si è confermato abbondantemente sotto quota 1 – ed esattamente a 0.79, in calo anche rispetto alla settimana precedente – così come il giudizio complessivo dei tecnici del ministero ha portato alla definizione di rischio “moderato” senza nemmeno la dicitura di “alta probabilità di progressione”.

Il fattore determinante, però, è stata la discesa dell’indice dei contagi sotto la soglia di 250 casi ogni 100 mila abitanti. Un fattore, questo, chiave per far sì che la precedente ordinanza del ministro Roberto Speranza, inizialmente valida fino a martedì 20, terminasse con una settimana d’anticipo.

Anzi, otto giorni prima vista la decisione presa da Speranza di non fare entrare in vigore le nuove ordinanze, compresa quella del Friuli Venezia Giulia, martedì, bensì lunedì.

Vaccinazioni e realtà private

La Regione, nel frattempo, ha firmato il nuovo accordo per il coinvolgimento nella campagna vaccinale delle case di cura private accreditate e delle strutture private ambulatoriali che, stando alle previsioni della Direzione Salute, potrebbero valere fino a mille somministrazioni al giorno.

«Il sistema sanitario regionale del Friuli Venezia Giulia – ha commentato Riccardi – si sta strutturando per raggiungere quanto prima la capacità di somministrazione di 10 mila dosi di vaccino al giorno richiesta dal generale Francesco Paolo Figliuolo.

Alle forze già messe in campo si aggiungeranno quelle delle strutture private convenzionate che, una volta operative, incrementeranno di un migliaio di dosi al giorno la capacità di inoculazione complessiva, garantendo al tempo stesso un incremento della distribuzione territoriale dei punti di somministrazione.

Ora, con l’estensione della campagna vaccinale anche ai 60enni avviata ieri mattina, l’auspicio è che ci venga consegnato un quantitativo di vaccini sufficiente a raggiungere e poi mantenere i livelli richiesti».

A proposito di consegne, inoltre, la struttura commissariale ha comunicato giovedì alla Regione che la prima dotazione di vaccini Johnson&Johnson, in arrivo nella seconda metà del mese, varrà, per il Friuli Venezia Giulia, 3 mila 500 delle 8 mila dosi previste ad aprile —
 

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