Da lunedì si torna a scuola con doppi turni e controlli

Si punta agli ingressi unici a Codroipo. La Protezione civile vigila sulle norme

Doppi turni, dalle 8 alle 13 e dalle 10 alle 15, distanziamento sociale, obbligo di mascherine e tanta voglia di tornare a scuola.

Lunedì 12 aprile la metà degli studenti riprende le lezioni in presenza, mentre i prefetti valutano la possibilità di autorizzare alcuni dirigenti scolastici a pianificare l’attività con un turno unico.

Si valuta caso per caso, tenendo conto da dove arrivano i ragazzi, dal numero di iscritti e dagli spazi che ogni scuola ha a disposizione. Oltre ai piani prefettizi, l’Usr ha iniziato a ragionare anche sull’avvio del nuovo anno scolastico e sulla distruzione delle classi che, anche per evitare di favorire la trasmissione del coronavirus, non potranno essere molto numerose.

Lunedì, dopo diverse settimane, rivedremo gli studenti animare i poli scolastici in tutta la regione.

«Nella provincia di Udine supera la soglia dei 22 mila ragazzi iscritti, mentre il Pordenonese registra un dato che rasenta i 13 mila e 300. Sono circa 8 mila e 500 i ragazzi nella provincia di Trieste e circa 5 mila e 800 nella provincia di Gorizia. Per le scuole medie, sono circa 12 mila 600 i ragazzi nell'udinese, più di 8 mila nel pordenonese, poco meno di 4 mila nel goriziano e circa 5 mila e 500 nell’area triestina» spiega l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, lasciando ai presidi la possibilità di organizzare le lezioni in presenza per metà di una classe lasciando seguire l’altra metà a distanza, oppure di far rientrare alternativamente le singole classi.

Sull’organizzazione non ci sono limitazioni purché venga rispettata la soglia del 50 per cento degli iscritti.

Il rientro

A seguito del passaggio dalla zona rossa alla zona arancione, la Regione, d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale, già giovedì scorso, ha inviato una missiva a tutti i dirigenti scolastici per invitarli a organizzare la ripresa delle lezioni in presenza.

La percentuale raccomandata dalla Regione e dall’Usr è il 50 per cento degli studenti, con ingressi suddivisi in due turni, dalle 8 alle 13 e dalle 10 alle 15, così come prevedono i piani messi a punto dai prefetti per il rientro di inizio anno. Piani che potrebbero subire qualche modifica a seguito di alcune difficoltà già evidenziate dai presidi che si trovano a gestire studenti provenienti anche da fuori provincia per i quali è complicato ultimare le lezioni alle 15.

Sulla base di non solo queste valutazioni i poli di Codroipo e Cividale potrebbero essere esonerate dal doppio turno. Il condizionale è d’obbligo perché, come detto, le valutazioni sono ancora in corso. A

l momento, quindi, le scuole ripartono con lo stesso schema adottato fino all’ingresso della zona rossa. L’Azienda che gestisce il trasporto pubblico locale potenzia il servizio con le corse aggiuntive delle 10 e delle 15.

Lezioni in presenza

Al momento, proprio perché il Friuli Venezia Giulia è in zona arancione e il timore che il contagio possa ripartire anche a seguito del rientro a scuola non è mai venuto meno, la Regione e l’Usr invitano i dirigenti scolastici a organizzare il ritorno in classe per il 50 per cento dei ragazzi.

«Se uno arriva al 60 per cento perché dal punto di vista organizzativo gli è più facile va bene, se un giorno riescono a portare in classe il 48 per cento degli allievi e il giorno seguente il 55 per cento va bene comunque» spiega l’assessore, senza escludere un possibile aumento graduale fino al 75 per cento se l’andamento del contagio lo consentirà.

L’auspicio è arrivare al 100 per cento prima della fine dell’anno scolastico. Sono tutti d’accordo che soprattutto gli allievi delle classi prime e quelli delle classi quinte che a giugno dovranno affrontare l’esame di Stato hanno, piùdi altri, la necessità di fare gruppo.

I controlli

L’obiettivo è evitare assembramenti non tanto all’interno degli edifici scolastici quanto all’esterno e alle fermate dei pullman. Tornano in campo, infatti, le squadre dei volontari della Protezione civile, saranno loro a invitare i ragazzi a distanziarsi se arriveranno in gruppo o a convincerli a indossare le mascherine se per un qualche motivo non la porteranno.

I presidi

Il Sars-Cov2 sta cambiando molte cose anche nel mondo della scuola. A iniziare dagli spazi di gran lunga ridimensionati rispetto al passato, tant’è che più di un dirigente scolastico ha disdetto i contratti di affitto siglati prima della pandemia. E se, nonostante le posizioni di alcuni genitori, la didattica a distanza farà parte integrante dei prossimi piani formativi, è evidente che anche la necessità di spazia rischia di essere ridimensionata. Tra le difficoltà che alcuni dirigenti scolastici segnalano non manca il lavoro che ricade su insegnanti e personale Ata. I docenti possono trovarsi a fare lezione dalle 8 alle 15, mentre i bidelli devono garantire le pulizie dei locali. Ovviamente in presenza di un contagio in famiglia, i genitori hanno l’obbligo di comunicarlo immediatamente alla scuola. Al fine di facilitare le comunicazione anche con i Dipartimenti di prevenzione, ogni scuola ha attivato un numero telefonico di emergenza attivo 24 ore su 24. In questa fase, l’appello di tutti è sempre lo stesso: muovetevi il meno possibile, indossate la mascherina, igienizzatevi le mani e mantenete il distanziamento sociale. 

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