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Vaccinazioni in azienda, il calendario e le regole Inail: cosa c’è sapere e chi è già pronto in Friuli Venezia Giulia

La tabella di marcia – a livello nazionale – è ufficiale. Sono 151 le aziende in regione disponibili a immunizzare i propri dipendenti. Ecco l’elenco completo

UDINE. Dalla vaccinazione diretta in azienda, al ricorso a strutture sanitarie private attraverso lo strumento delle convenzioni, o a strutture territoriali dell’Inail. È quanto prevede l’accordo sull'aggiornamento del protocollo di sicurezza Covid e su quello di realizzazione di punti straordinari di vaccinazione nei luoghi di lavoro sottoscritto tra ministeri del Lavoro, della Salute e dello Sviluppo economico con le parti sociali (qui il documento completo)

La tabella di marcia – a livello nazionale – è ufficiale. Si inizierà da maggio con le prime 500 aziende delle 7.500 organizzazioni che hanno risposto all’appello lanciato a marzo da Confindustria. L’obiettivo è poter somministrare il farmaco a 12,5 milioni di persone così da accelerare la progressione verso l’immunità di gregge.

L’azione delle aziende, 151 pronte in Friuli Venezia Giulia, può diventare uno dei punti cardine della nuova campagna vaccinale che ha subito una frenata per quanto riguarda l’immunizzazione degli under 60 con il nuovo stop previsto dal commissario straordinario Figliuolo. 
 

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Adesione su base volontaria dei lavoratori e costi
Il documento che fissa le linee guida con i requisiti minimi per effettuare la campagna vaccinale in azienda stabilisce alcuni principi cornice nazionali, come le adesioni su base volontaria dei lavoratori e i costi.
 

I costi per la realizzazione e la gestione dei piani aziendali, «ivi inclusi i costi per la somministrazione, sono interamente a carico del datore di lavoro», mentre «la fornitura dei vaccini, dei dispositivi per la somministrazione (siringhe e aghi) e la messa a disposizione degli strumenti formativi previsti e degli strumenti per la registrazione delle vaccinazioni eseguite è a carico dei Servizi Sanitari Regionali territorialmente competenti». 

I rischi
È previsto che il medico competente (nelle aziende che ne sono provviste) fornisca le informazioni su vantaggi e rischi della vaccinazione ai lavoratori, acquisisca il consenso informato, si occupi di eseguire un triage preventivo, e della registrazione, dopodiché la somministrazione del vaccino sarà affidata a operatori sanitari con adeguata formazione.
 

Dove farli

È obbligatorio che al chiuso o all’aperto, nonché in caso di condivisione di spazi comuni - qualora il lavoro imponga di lavorare a distanza interpersonale minore di un metro e non siano possibili altre soluzioni organizzative - l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Altra indicazione: bisogna assicurare un piano di turnazione dei lavoratori dipendenti dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti.

Convenzione
Le aziende possono ricorrere «a strutture sanitarie private e concludere una specifica convenzione con strutture in possesso dei requisiti per la vaccinazione, con oneri a proprio carico, ad esclusione della fornitura dei vaccini che viene assicurata dai Servizi Sanitari Regionali».

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