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Effetto zona rossa: in Fvg in tre settimane contagi crollati del 66 per cento

UDINE. Effetto zona rossa: in 21 giorni i contagi in Friuli Venezia Giulia sono stati abbattuti del 66 per cento.

Nella settimana terminata domenica 21 marzo c’era stato il picco con 5.508 nuovi positivi, mentre domenica 11 aprile il bilancio dei nuovi malati negli ultimi sette giorni si è chiuso a quota 1.892.

La zona rossa, scattata il 15 marzo nella nostra regione, ha dunque cominciato a produrre i suoi effetti una decina di giorni dopo la sua introduzione, il tempo necessario per contrastare l’andamento della pandemia e invertire il trend.

I risultati di tanti sacrifici si sono visti e si sono consolidati giorno dopo giorno.

Il crollo delle curve è testimoniato anche dai grafici elaborati dal professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università degli studi di Udine.

«Tutto è in calo – commenta il docente – e l’arrivo della bella stagione fa pensare che le cose miglioreranno, dato che la gente potrà vivere più ore all’aperto riducendo il rischio di contagiarsi in ambienti chiusi.

Inoltre è ancora in vigore la zona arancione che limita comunque i movimenti e i contatti, anche se non nella misura della zona rossa.

Se la campagna vaccinale progredirà, arriveranno altri buoni risultati».

«Resta però difficile la situazione negli ospedali – prosegue Della Mea – . Basti pensare che nelle terapie intensive ci sono ancora 75 persone un numero mai raggiunto dall’inizio della pandemia sino all’autunno.

Ora quasi ci stiamo abituando a questi numeri, ma stiamo parlando ancora di una emergenza, con persone che rischiano la vita.

Sono tanti anche i ricoveri per Covid nei reparti di area medica, ossia 519.

Sappiamo che il calo di positivi si riflette con dieci-quindici giorni di ritardo sui ricoveri negli ospedali e sul numero di decessi.

Dunque per qualche giorno avremo ancora una situazione delicata».

Guardando i numeri ci si accorge che c’è stata anche una diminuzione dei tamponi: nella settimana del picco (quella del 21 marzo) ne erano stati eseguiti 70.492. Negli ultimi sette giorni siamo scesi a 47.594.

L’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha già spiegato che il calo è anche spiegato dal fatto che molti operatori sanitari sono stati dirottati sulle vaccinazioni.

In ogni caso la diminuzione dei contagi non si spiega solo con il minor numero di test.

Lo si capisce dal tasso che misura i positivi in rapporto ai tamponi eseguiti: nella settimana del 21 marzo era stato del 7,81%, negli ultimi sette giorni è sceso al 3,98%. —

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