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Prenotazione obbligatoria al ristorante, al cinema con la Ffp2 e in palestra da soli: i nuovi protocolli per la ripartenza

A maggio le prime riaperture, il 2 giugno – in tempo per non buttare all’aria la stagione delle vacanze – il puzzle che si completa. Il governo ha di fronte due settimane cruciali per capire come far ripartire in sicurezza l’Italia, con una campagna vaccinale che procede senza lo strappo auspicato e i contagi che scendono ancora troppo lentamente.
 

Entro il 26 aprile l’esecutivo guidato da Mario Draghi dovrà licenziare il decreto su cui si baseranno prescrizioni e misure per il mese di maggio. La strada, tuttavia è tracciata: aperture graduali e protocolli nuovi, che tengono conto delle ultime scoperte della comunità scientifica internazionale e che proveranno a minimizzare il rischio di contagio.


Ristoranti e bar
C’è attesa per la ripresa dell’attività da parte dei ristoratori, tra le categorie più penalizzate da un anno di emergenza sanitaria. Le indicazioni del Comitato tecnico scientifico portano all’obbligo della prenotazione per poter mangiare all’interno dei locali, con la distanza tra i commensali di almeno un metro (conviventi esclusi) che potrà essere ridotta soltanto attraverso l’utilizzo di barriere fisiche (come le barriere di plexiglass). La bozza del protocollo, che dovrebbe vedere la luce entro il 23 aprile, conferma l’indicazione del numero massimo di commensali seduti allo stesso tavolo (quattro, salvo che siano tutti conviventi). Tra le indicazioni anche l’invito a favorire l’utilizzo di spazi all’aperto, l’obbligo per il personale di servizio a contatto con i clienti di indossare la mascherina (che devono utilizzare anche gli avventori quando si alzano da tavola). In stand by i locali – soprattutto i bar – che non possono garantire posti a sedere: l’orientamento è quello di indicare come requisito per il servizio che la consumazione avvenga seduti al tavolo.


Musei e mostre
Tra gli obiettivi del Ministero della Cultura quello di far ripartire mostre e musei anche nel fine settimana. Per farlo, ci sarà l’obbligo di prenotazione online e un numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nella struttura, con accessi contingentati e “a tempo”. Il resto delle misure ricalca quello già adottato in autunno: i visitatori dovranno indossare sempre la mascherina, così come il personale dovrà averla sul viso in presenza di visitatori. L’area di contatto tra personale e utenza all’ingresso dovrebbe essere delimitata da barriere fisiche, andranno predisposti percorsi obbligatori per la visita ed evidenziate chiaramente le aree, con la separazione tra entrata e uscita.


Cinema e teatri
Tetto massimo di duecento spettatori nei teatri e nelle sale cinematografiche, con il numero che scende (in maniera direttamente proporzionale alla metratura delle sale) in caso di spazi piccoli. Confermato il distanziamento in platea (un metro tra spettatore e spettatore), che può essere limitato in caso di presenza di barriere fisiche fisse o removibili. Potrebbero essere previste deroghe nel caso in cui passasse la linea di adottare obbligatoriamente le mascherine Ffp2 e consentire senza restrizioni l’accesso a chi sarà in grado di dimostrare di essere vaccinato o di essere risultato negativo a un tampone nelle 48 ore precedenti allo spettacolo.


Palestre e piscine

In palestra e in piscina sì, ma soltanto con allenamenti in forma individuale. In palestra sarà «obbligatorio mantenere la distanza interpersonale minima adeguata all’intensità dell’esercizio, comunque non inferiore a 2 metri». Per le piscine si sale invece a 10 metri.

Al termine di ogni esercizio gli sportivi saranno chiamati a pulire con un prodotto igienizzante la superficie di contatto degli attrezzi utilizzati. Resta valida l’indicazione di evitare di lasciare in luoghi condivisi con altri gli indumenti indossati per l’attività fisica (andranno riposti in zaini o borse), mentre sarà vietato l’utilizzo delle docce.

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