Protetto il 68% degli over 80, pochi prenotati tra i novantenni: il punto della campagna di vaccinazione in Fvg

 

UDINE. La copertura della maggior parte degli over 80 entro la fine di aprile, come assicurato dalla Regione, vale una fetta di popolazione ancora da immunizzare, con almeno una dose, compresa tra il 20% e il 30% di quella fascia d’età a seconda che si prenda in considerazione il dato delle prenotazioni oppure quello degli aventi diritto.

I numeri, infatti, dicono che il Friuli Venezia Giulia non viaggia tra le prime posizioni per le immunizzazioni medie dei più anziani a causa, soprattutto, di una bassa adesione tra chi ha più di 90 anni che pare essere, almeno al momento, poco propenso ad aderire alla campagna.

Le oltre 8 mila vaccinazioni effettuate nella giornata di lunedì 12 hanno consentito al Friuli Venezia Giulia di compiere un altro piccolo passo avanti nell’immunizzazione dei più anziani visto che, dopo la circolare del commissario Francesco Paolo Figliuolo, ormai – richiami a parte – possono essere coperti soltanto gli over 60.

Il primo obiettivo è quello di vaccinare gli over 80 che però, specialmente tra i 90enni, scontano un’adesione non massiccia alla campagna.

Se, infatti, nella fascia compresa tra 80 e 89 le prenotazioni hanno toccato il 72% del totale – dati a venerdì e positivi, per quanto non eccelsi – tra chi ha superato i 90 anni in regione – cioè quasi 26 mila persone – siamo appena al 47% del totale.

Se a questo, poi, ci aggiungiamo il fatto che quasi 15 mila anziani vanno vaccinati a domicilio, e questa parte della campagna non sta certamente proseguendo con l’acceleratore schiacciato al massimo per quanto sia in miglioramento, la sintesi dice che, fino a questo momento, il Friuli Venezia Giulia ha immunizzato il 68,4% degli over 80 complessivi, pari a poco meno del 78% dei prenotati.
Analizzando il parziale delle vaccinazioni del Friuli Venezia Giulia relativo agli over 80 e confrontandolo con quello delle altre regioni si possono trarre almeno un paio di analisi interessanti.

La prima dice che le due Regioni con la più altra presenza numerica e percentuale di over 80 sulla popolazione, cioè la Liguria e il Friuli Venezia Giulia (da noi sono più o meno 108 mila) non si trovano al vertice per prime somministrazioni.

La seconda, invece, porta a scoprire come a correre maggiormente in questa categoria – Basilicata a parte – siano alcune tra le Regioni più grosse e cioè, come si evince dalla tabella pubblicata in pagina, Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna.

La situazione, però, è migliore – a dimostrazione, probabilmente, di come in Friuli Venezia Giulia si sia sempre tenuta una certa quantità di scorte di riserva per garantire i richiami – tra gli 80enni che hanno completato il ciclo completo di vaccinazione.

In questo caso, infatti, il Friuli Venezia Giulia viaggia sul 44% del totale con la regione che si trova al nono posto nazionale davanti, in questo caso, anche a Veneto e Lombardia.

Se per gli 80enni è possibile effettuare un confronto omogeneo visto che tutte le Regioni hanno aperto da mesi le agende vaccinali e stanno immunizzando i più anziani, diventa leggermente più arduo stilare una – pur parzialissima – classifica per le altre fasce d’età considerato come in questo caso i territori stiano procedendo ognuno per conto proprio.

Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è tra le sole quattro Regioni che hanno aperto le prenotazioni a tutti coloro che abbiano compiuto almeno 60 anni, mentre ce ne sono altre ferme a step precedenti, come il Veneto che ha affidato quelle per la fascia 70-74 ai medici di base che contatteranno direttamente i cittadini oppure la Provincia di Trento ancora ferma agli over 75.

Un piccolo guazzabuglio di regole, in poche parole che, tuttavia, non impedisce una prima, e pur sommaria, analisi dei dati e un confronto tra territori.

Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, è settimo in Italia per somministrazione di vaccini alla popolazione compresa tra 70 e 79 anni – con tra l’altro un’adesione inferiore al 67% degli aventi diritto – e sostanzialmente in linea con le altre regioni per quanto riguarda i 60enni dove però, evidentemente, parliamo quasi esclusivamente di persone appartenenti alle categorie prioritarie – dai medici agli insegnanti – perchè i primi appuntamenti per questa fascia d’età sono stati fissati a partire da inizio maggio. —


 

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