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Spaccio di stupefacenti e peculato, l’ex brigadiere Giamblanco condannato a dieci anni e quattro mesi. L’accusa: lucrava sulla droga sequestrata

UDINE. L’ex brigadiere dei carabinieri Silvestro Giamblanco, 53 anni, di Buja, è stato condannato a 10 anni e 4 mesi di reclusione e 50 mila euro di multa, al termine del processo che lo vedeva imputato di spaccio di sostanza stupefacente e peculato. La sentenza è stata emessa oggi, 13 aprile, dal tribunale collegiale di Udine presieduto dal giudice Paolo Milocco (a latere, i colleghi Rossella Miele e Fabrizio Carducci).

LA DIFESA DEL CARABINIERE. Accusato di aver lucrato sulla droga sequestrata, parla il carabiniere Giamblanco davanti ai giudici: «Io vittima innocente»

 

La pena inflitta all’imputato è più alta di quella a 9 anni e 30 mila euro che il pm Luca Olivotto, titolare del fascicolo, aveva proposto al termine della discussione. Presente in aula durante la lettura del dispositivo, così come dell’intera istruttoria dibattimentale, Giamblanco era difeso dall’avvocato Maurizio Conti, che, nel chiederne l’assoluzione, aveva insistito in particolare sull’inattendibilità dei suoi due accusatori.
 

E cioè del coimputato Demetrio Condello, all’epoca dei fatti contestati comandante del Norm di Tolmezzo e che nel 2012 aveva definito il procedimento patteggiando 4 anni di reclusione e 18 mila euro di multa, e del suo informatore, un personaggio inserito negli ambienti dello spaccio, al quale, insieme a Condello appunto, avrebbe fatto rivendere la sostanza stupefacente che veniva sequestrata nel corso di operazioni antidroga condotte, per lo più, in occasione del “Rototom Sunsplash” di Osoppo.
 

Il tribunale, che si è dato 60 giorni per il deposito delle motivazioni, ha inoltre disposto a carico di Giamblanco la pena militare accessoria della degradazione e l’estinzione del suo rapporto di impiego nei confronti dell’amministrazione di appartenza.

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