La denuncia dal reparto Covid dell’ospedale di Palmanova: «Di notte un solo medico per 170 pazienti»

Valtiero Fregonese (Anaao)

Lettera dei professionisti del nosocomio: criticità soprattutto nelle ore notturne 

PALMANOVA. Stremati da una situazione che giudicano piena di falle a livello organizzativo, una quarantina di medici operanti nel reparto di medicina Covid dell’ospedale di Palmanova – in parte trasferiti da quello di Cividale, a rinforzo dell’organico – hanno esposto in una lettera inviata alle organizzazioni sindacali Anaao e Cimo, affinché se ne facessero portavoce con i vertici dell’Azienda sanitaria universitaria Friuli centrale, le «numerose criticità» gravanti sulla struttura, chiamata a rispondere all’emergenza – rilevano – «con un numero via via crescente di letti, in maniera improvvisata e senza un piano definito».

«Ai pochi internisti della medicina dei presidi di Palmanova e Cividale – esordiscono i firmatari – sono stati affiancati con turnazioni di 2-4 settimane colleghi provenienti da altre branche specialistiche, animati da spirito collaborativo, sì, ma messi alla prova dalle difficoltà di gestione di pazienti con severe problematiche respiratorie».

La rapida espansione dei posti letto, «decisa spesso nei fine settimana», avrebbe inoltre determinato «rapporti pazienti-medico e volumi di lavoro insostenibili».

Nelle ore notturne, si segnala in particolare, gli attuali 170 ricoverati sono seguiti da un solo medico.

Viene inoltre contestato il fatto che i posti in terapia intensiva non siano stati adeguati all’aumento di quelli in medicina, circostanza che ha provocato «difficoltà agli anestesisti nel rispondere alle crescenti richieste d’intervento».

Nell’elenco dei problemi figura anche la voce «scarsa collaborazione, probabilmente – si precisa – per mancanza di percorsi predefiniti, nei difficoltosi trasferimenti dei pazienti critici verso l’ospedale Hub o altre terapie intensive, spostamenti che restano a totale carico dei medici di turno».

La struttura è «inadeguata alla ventilazione non invasiva» dei tanti malati che ne avrebbero bisogno, dicono i dottori, sollevando anche dubbi sulla validità del «filtro per l’invio dei pazienti» all’area Covid di Palmanova.

Si contesta infine l’assenza di un referente infettivologo («spesso difficilmente raggiungibile telefonicamente») e di un protocollo terapeutico aziendale.

Martedì 13 tutte le rimostranze sono state riportate ai direttori generale e sanitario dell’Asufc, Massimo Braganti e Laura Regattin, dal segretario regionale dell’Anaao, Valtiero Fregonese.

«Due ore di colloquio – informa, dicendosi soddisfatto dei risultati –, stimolato anche, non solamente, dalla lettera in questione.

Per quanto riguarda l’ospedale di Palmanova ci è stato detto che saranno prese le contromisure necessarie per assicurare la migliore funzionalità possibile ai servizi erogati.

Abbiamo inoltre ottenuto la garanzia della presenza di due medici anestesisti, anziché uno solo, durane la notte e l’impegno a un miglioramento della gestione.

Anche le turnazioni registreranno delle variazioni. Va peraltro segnalato che sono in fase di disattivazione alcuni posti nella medicina Covid, per effetto del pur lento allentamento dell’afflusso». —

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